Gioco
Donati: «Dopo aver battuto i campioni in carica, tutto è possibile...»
Il giocatore (infortunato) del Tennis Italia analizza la sfida decisiva di oggi «Il doppio Furlanetto-Graziani è molto migliorato»
FORTE DEI MARMI
L’intera rappresentanza del Tennis Italia presente a Todi – giocatori, staff, dirigenti, accompagnatori, spettatori – indosserà una maglietta nera con l’hashtag #Stè e, accanto, un cuore rosso: sarà il modo per ricordare Stefano Tardelli, una delle anime più pure del circolo versiliese, venuto a mancare prima di Natale, tradito da un malore. «È un piccolo gesto, ma che per noi vale tanto. Siamo arrivati sino alla finale, era giusto che lui fosse con noi. Quando nel 2017 sono arrivato a Forte dei Marmi, è stato la prima persona che mi ha accolto assieme a Sergio Marrai», ricorda Matteo Donati, idealmente giocatore del Tennis Italia, nei fatti però da un paio d’anni impossibilitato a scendere in campo a causa di un infortunio che lo costringe a vivere la Serie A1 dalla panchina, seguendo Marco Furlanetto e Edoardo Graziani. «Nel 2019 sarei stato pronto per disputare le ultime due partite della fase a gironi, poi mi sono fatto male nuovamente. Pur non potendo giocare, non mi è mai passato per la mente di andare via, soprattutto per come sono stato trattato. Sergio Marrai mi ha chiesto di restare, voleva che continuassi a far parte del gruppo che per me è una famiglia. Ho accettato, considerandolo un piacere e non un dovere, in fondo non ero obbligato».
Anche oggi a Todi Donati sarà a bordo campo a fare da riferimento ai due under chiamati a compiti gravosi sì, ma non impossibili. «Entrambi sono migliorati molto ed insieme formano un doppio affidabile, prerogativa fondamentale in una finale complicata come questa. Il loro successo a Vigevano è stato determinante per arrivarci».
Risultato accolto con enorme soddisfazione ma festeggiato con la dovuta moderazione. «C’è una grossa differenza tra essere contenti e accontentarsi. Noi allo scudetto ci crediamo sul serio: abbiamo eliminato il Selva Alta Vigevano campione in carica che lo scorso anno, con la stessa formazione, si era imposto proprio sul Park Genova. Ecco perché ce la possiamo fare».
Secondo Donati il Tennis Italia parte sfavorito «solo leggermente», consapevole dello spessore tecnico e ancor più umano del circolo fortemarmino. «Affrontiamo una squadra di livello su tutti i singolaristi e forse un po’ avvantaggiato nei doppi, ma noi siamo legatissimi ed è grazie a questa coesione che abbiamo raggiunto la finale. Sappiamo di potercela prendere e ce lo meritiamo considerati i periodi difficili affrontati e superati».
Il vero problema, per Donati, è se il Park Genova schiererà Andujar «non tanto per il valore del giocatore in sé quanto per il fatto che loro disporranno di un’alternativa da sfruttare nel doppio: in una giornata lunga e calda non è un aspetto da sottovalutare». —
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