Lutto
Sonego: Genova si può battere, noi pronti a giocarcela
Il numero 1 del Tc Italia dà la carica ai compagni di squadra in vista della finale scudetto del 13 agosto a Todi
FORTE DEI MARMI
Qualcuno ha ammesso che un match tanto stupefacente, almeno dal vivo, non lo vedeva da tempo. In effetti quello offerto domenica da Lorenzo Sonego e Antoine Hoang è stato uno spettacolo a tratti accecante, una commistione di qualità e intensità tale da rendere i presenti contenti a prescindere dal risultato, con il numero 1 del Tennis Italia formidabile nel cogliere un successo determinante per il raggiungimento della finale scudetto da parte del circolo fortemarmino a spese del Selva Alta Vigevano.
Non sono certo mancati i momenti complicati per Sonego, in particolare tra la fine del primo set – perso 75 – e l’inizio del secondo, quando si trovava sotto di due a zero. È stato proprio in quel frangente che il rapporto con il pubblico si è intensificato, un vicendevole trascinarsi verso lo stesso obiettivo: gli sguardi rivolti dopo ogni punto vinto a chi, da fuori, lo incitava convinto nella sua rimonta. Che si è concretizzata. Lorenzo ha distillato qualità e personalità. In abbondanza.
«Contro Hoang sono stato in difficoltà, avevo bisogno dell’aiuto di tutti per batterlo - riconosce il 25enne piemontese, protagonista di un super tie-break di rilievo assoluto, ottenuto per 10 punti a 7 - sono sceso in campo con la volontà di portare in dote al circolo un punto potenzialmente decisivo. Ci ho messo grinta e caparbietà e mi fa piacere di esserci riuscito perché io al Tennis Italia mi trovo davvero bene».
Come per l’altro top-100 Stefano Travaglia, anche per Lorenzo Sonego quella del 13 agosto a Todi sarà la prima finale (in carriera) di un campionato a squadre. «Il Park Genova è la formazione da battere, ci attende pertanto una sfida complicatissima. Ma noi siamo in grado di giocarcela con chiunque e lo abbiamo dimostrato».
Patron Sergio Marrai farà principalmente affidamento sui suoi due campioni per riportare a Forte dei Marmi uno scudetto che manca da cinque anni. E con il Sonego ammirato domenica, la prospettiva è tutt’altro che irreale. —
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