Gioco
Il Tennis Italia soffre ma batte Vigevano Per la Marrai-band è finalissima scudetto
I fortemarmini ora troveranno in finale il Park Genova come quattro anni fa. È l’occasione per vendicarsi del ko di allora
forte dei marmi
In finale. Come quattro anni fa. E contro lo stesso avversario. Il Tennis Italia fa fuori il Selva Alta Vigevano campione in carica (4-2) nel ritorno della semifinale playoff di Serie A1 a squadre disputata a Forte dei Marmi e si guadagna – con merito – l’accesso alla sfida tricolore del 13 agosto a Todi contro il Park Genova.
I presenti al circolo di via dell’Acqua sanno di doversi caricare di (parecchia) pazienza, perché il confronto – come all’andata, finita 3-3 – sarà lungo e sfibrante. A Vigevano i singolari erano terminati 2-2: se il Tennis Italia vuole rendere la finale davvero possibile, deve forzare l’equilibrio e presentarsi ai doppi sul 3-1. Ce la farà, ma dovrà sudarsela in ogni senso. Per Marco Furlanetto non ci sono chance contro Filippo Baldi, che porta in dote al Selva Alta il primo punto di giornata prevalendo 61 62. L’elemento di rottura rispetto allo sviluppo dell’andata è il match di Stefano Travaglia contro Roberto Marcora: il numero 2 della formazione versiliese cancella il ko della scorsa settimana con una prova maiuscola, che ne legittima la superiorità: il 63 62 in suo favore consente al circolo di patron Sergio Marrai di ristabilire la parità nel giro di una ventina di minuti e di approcciarsi ai successivi due singolari con maggiore fiducia.
Per Edoardo Graziani l’avversario (da battere) è diverso: non Davide Dadda bensì Simone Camposeo. L’andamento del primo set – 61 in favore del numero 4 del Tennis Italia – lascia presagire un'altra vittoria sul velluto. Nel secondo però l’inerzia muta, il giovane di casa si fa rimontare, tanto da dover ricorrere al tie-break per prevalere dopo aver cestinato un match point: se lo aggiudica 7 a 4. La racchetta gettata a terra e l’esultanza coi pugni chiusi rivolti al cielo sono le immediate istantanee di felicità – sua e di chi assiste – una volta compiuto uno sforzo forse non preventivato in tale misura.
In quel frangente, Lorenzo Sonego si sta dannando l’anima per impedire a Antoine Hoang di prendersi il successo del potenziale 2-2 per i campioni d’Italia in carica: il numero 1 della formazione versiliese cede il primo set al tie-break, parte male nel secondo (è sotto 2 a 0), ma pervaso da un irrefrenabile furore agonistico, trova la forza nella testa e nelle gambe per ribaltare tutto: vince il secondo set 75 e poi anche un tiratissimo super tie-break per 10 punti a 7 (rimediando ancora una volta ad una situazione di svantaggio).
Il Tennis Italia chiude i singolari avanti 3-1: basta mettere le mani su uno dei due doppi per accedere alla finale. Selva Alta tenta la mossa a sorpresa, schierando Bega e Dadda che non erano scesi in campo in singolare. Ma contro Sonego e Travaglia la loro freschezza è ininfluente: troppo evidente lo strapotere della coppia di casa, tradotto in una comoda affermazione in due set, lasciapassare per la sfida che, tra una decina di giorni, assegnerà il tricolore. A quel punto, il ko di Furlanetto e Graziani per mano di Baldi e Hoang è del tutto irrilevante.
C’è di nuovo il Park Genova a separare il Tennis Italia di Forte dei Marmi dallo scudetto. La speranza è che stavolta, rispetto a quattro anni fa, l’esito sia diverso. —
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