Gioco
Tennis Italia, un’impresa chiamata serie A1 In quattro anni la scalata dalla C all’Olimpo
Si chiude con la storica promozione fra le big una stagione ricca di emozioni e conclusasi con un finale trionfale
Forte dei Marmi
La promozione in serie A1 delle ragazze del Tennis Italia, la terza in quattro anni, è il segmento conclusivo di un’ascesa relativamente facile da concepire, ma per nulla da concretizzare. Quando, nel giugno 2017, la formazione femminile del circolo fortemarmino si garantiva l’accesso alla serie B superando il Montecchio in una sfida durata all’incirca dodici ore, la serie A1 appariva un punto lontanissimo e come tale fuori da ogni pensiero. Ed invece era soltanto il primo di tre step, a cui ne sarebbero seguiti altri due: il passaggio dalla B alla A2 nella primavera 2019 e, ultimo, quello completato giovedì a Beinasco (provincia torinese), imponendosi 3-1 nel ritorno della finale playoff dopo il 2-2 dell’andata disputata domenica a Forte.
Un’affermazione giunta al culmine di un campionato tanto breve quanto intenso, terminato sì da imbattute, ma con un carico di pareggi tale da rendere più arduo l’avvicinamento ad un obiettivo mai sbandierato ai quattro venti eppure contemplato da patron Sergio Marrai e da tutto il circolo. Anche quando le possibilità di qualificarsi per la finale playoff erano ridotte al minimo al punto da dover auspicare una congiunzione di risultati favorevoli sugli altri campi (leggasi pari tra At Verona e Park Genova nell’epilogo della fase a gironi).
Quella domenica (era il 19 luglio) Emma Belluomini aveva colto il primo successo stagionale in Serie A2 nel confronto dominato contro il malcapitato Bari. Sbrigata senza patemi d’animo la pratica, tutta la sua attenzione – come le compagne ed i componenti del circolo – l’aveva rivolta su quanto stava accadendo proprio a Verona. Era infatti necessario che le venete e le liguri si spartissero gli ultimi due incontri rimasti per spalancare le porte della finale al Tennis Italia. «Ci speravamo e quando Genova si era portata sul 2-1, avevamo cominciato a crederci sul serio. Si vede che era destino», racconta Emma Belluomini.
Ad appena 16 anni, si è ritrovata in una situazione affatto semplice da gestire: aveva saputo di disputare la A2 una manciata di giorni prima che iniziasse. Sarebbe scesa sempre in campo: questione di scelta e necessità, nel rispetto del regolamento che obbliga i circoli a schierare almeno una under per confronto.
«Sapevo che ogni volta avrei incontrato avversarie più esperte e con una classifica migliore, ma riconosco di esser cresciuta tanto tra la prima e l’ultima giornata, al di là dell’andata della finale play-off dove mi sono fatta condizionare dall’agitazione. Al ritorno, invece, ero convinta di potercela fare, pur avendo perso nettamente pochi giorni addietro contro la stessa giocatrice. Dovevo restare calma: era il solo modo per far sì che il risultato alla fine fosse diverso”. Il successo in singolare ha reso possibile anche quello in doppio – neppure troppo sorprendente - con Jasmine Paolini.
Emma Belluomini, originaria di Lucca, si è unita al Tennis Italia nel 2018. «Ho conosciuto Federico Rocchi (capitano della formazione femminile, ndr) durante un torneo in Olanda. Poco tempo dopo mi sono recata al circolo per qualche allenamento, mi è piaciuto da subito e così ho deciso di trasferirmi lì». Ben presto sarebbe stata presa in considerazione anche nell’ambizioso progetto del campionato a squadre, che da comparsa l’ha vista repentinamente elevarsi a protagonista. «Sono contenta per me come per tutto il gruppo. Noi ragazze che ne facciamo parte ci alleniamo assieme tutti i giorni, ci frequentiamo anche fuori dall’ambito tennistico. Questa esperienza mi è servita, considerato pure che per diversi mesi non avevamo potuto giocare a causa della pandemia». Adesso la giovanissima Emma si dedicherà ai vari appuntamenti individuali portando con sé il bagaglio di esperienza del campionato appena consegnato agli archivi. Poi, tra un anno, si penserà alla A1. «Sarà un'ulteriore opportunità per progredire», dice. E non le si può dar torto. Anche perché il ragionamento occorre estenderlo a tutto quanto il circolo, per il quale il massimo campionato femminile rappresentava un inedito assoluto. Sino a due giorni fa. —
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