La protesta
Trusendi crede nello scudetto
L’uomo squadra del Tc Italia: «A Bari non ci accontenteremo del pari, saremo come schiacciasassi»
FORTE DEI MARMI
Un consiglio per chi difetta di senso di appartenenza: ascolti Walter Trusendi. Ogni intervista diventa presto una masterclass, nella quale – con una capacità fuori dall’ordinario – ricorda cosa significhi davvero amare (sportivamente) una squadra. Che nel caso del Tennis Italia, è (anche) un circolo. Il segno, profondo, lo lasciano le parole e ancor di più il modo in cui le pronuncia. Sarebbero considerabili basi solidissime se correlate ai propositi di conquista di uno scudetto che a Forte dei Marmi non conquistano dal 2015. Un tempo corso troppo in fretta ma che quest’anno può essere fermato. «Se me l’avessero chiesto prima dell’inizio del campionato non sarei stato troppo convinto, perché con un formato così breve non si può mai sbagliare. Ora che però abbiamo vinto due volte su due, rispondo: “Perché no?”. Ciò che conta è mantenere quell’approccio che ci ha permesso di partire così bene, restare compatti, avere voglia di fare, di sacrificarsi, di giocare per i compagni e non per se stessi».
Trusendi comunque guarda al futuro più imminente: domani il Tennis Italia è di scena a Bari in casa dell’Angiulli nell’ultima giornata della fase a gironi, dove basta un pari per prendersi la qualificazione alle semifinali play-off di A1. «Non andremo là speculando sul vantaggio dei due risultati su tre a disposizione, è un’idea che non mi piace affatto. Chiunque scenderà in campo darà l'anima. E cercheremo di vincere tutte le partite, anche quelle a confronto già chiuso. Ci si può rilassare qualsiasi altro giorno della settimana, ma la domenica no. Dobbiamo essere degli schiacciasassi, mettere pressione agli avversari».
Nella trasferta di Palermo Trusendi aveva disputato solo il doppio (in coppia con Travaglia), seguendo dalla panchina i giovani Furlanetto e Graziani durante i loro singolari. Nello scontro decisivo con il New Tennis Torre del Greco, schierato da numero 2, si è imposto su Raoul Brancaccio ribaltando il pronostico che lo vedeva sfavorito. «Un match incredibile, durato quasi tre ore, sotto un caldo massacrante. Alla fine la mia vittoria è stata meritata perché ho giocato meglio i punti più delicati. Dopo una faticaccia simile mi darebbe molto fastidio non passare il turno».
Il precedente (analogo) è recentissimo: nel 2019 il Tennis Italia si presentava a Siracusa in testa al proprio raggruppamento, sarebbe bastato non perdere per accedere alle semifinali scudetto. E invece quella domenica di novembre è stata una Caporetto, con i versiliesi costretti addirittura a disputare i playout, eventualità comunque scongiurata quest’anno, classifica alla mano. Trusendi riconosce, premiandolo, l’apporto dei due top-100 Lorenzo Sonego e Stefano Travaglia. «Sono due ragazzi diversissimi tra loro eppure entrambi hanno saputo calarsi nel nostro contesto con un’umiltà ed una professionalità incredibili, senza mai risparmiarsi. Per Furlanetto e Graziani averli come compagni di squadra è un’opportunità irripetibile, ne trarranno giovamento per il resto della carriera». È stato un piacere ascoltare la masterclass di Trusendi, peccato solo che sia finita. —
Gabriele Noli
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