Gioco
Il coronavirus fa un’altra vittima salta la Firenze-Viareggio, la classicissima di Ferragosto
Viareggio
Avrebbe dovuto rappresentare – nella migliore delle aspettative – il segnale di rinascita del ciclismo giovanile, almeno in Toscana. Ma la Firenze-Viareggio, corsa riservata ai dilettanti élite under 23 tradizionalmente in programma per il giorno di Ferragosto, non si disputerà. L’appuntamento è rinviato al 2021, quando si celebreranno i 75 anni dalla prima edizione. Troppe e di difficile soluzione in tempi così rapidi le problematiche di carattere legislativo in relazione alla pandemia per la A.S. Aurora – la società organizzatrice – che ha pertanto optato per l’annullamento, ufficializzato ieri tramite con una nota che contiene le motivazioni alla base di questa scelta.
L’amministrazione comunale di Viareggio si era detta pronta a garantire il proprio contributo laddove fossero sussistite le condizioni per lo svolgimento, pur con limitazioni in serie, della corsa. «Abbiamo aspettato fino all’ultimo un’apertura normativa che rendesse più agevole l’organizzazione – dichiara il presidente dell’Aurora, Giampaolo Ristori - ma la notizia di un possibile prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 dicembre ci ha definitivamente fatto desistere».
Il dispiacere è palese e complicato da celare. I ringraziamenti agli sponsor «che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno» e ai Comuni di Viareggio e Firenze sono carichi di amarezza.
Sulle ragioni della cancellazione dell’edizione 2020 entra più nel dettaglio Alessandro Becherucci, presidente dell’Ocip di Pistoia, società che organizza tecnicamente la gara. «La mancanza ad oggi di un Dpcm che autorizzi lo svolgimento delle gare minori, i tempi tecnici da rispettare per ottenere i permessi dalle varie autorità, l’ordinanza di divieto ai velocipedi nel tratto di strada compreso fra Montecatini e Margine di Momigno, tradizionale percorso della manifestazione, l’assenza di pubblico in sede di partenza e arrivo per il divieto di assembramenti e la complicata accoglienza delle squadre nei complessi alberghieri». E questi sono solo alcuni dei problemi, superabili sì «ma con un notevole aggravio di costi difficilmente sostenibili dall’organizzazione».
Meglio dunque desistere e guardare avanti. Al 2021, con la convinzione che a quel punto di motivi per pensare al peggio e dovervisi adeguare non ce ne saranno più. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
