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Anche il viareggino Lazzarini nello staff del Monza dei record

Massimo Guidi
Anche il viareggino Lazzarini nello staff del Monza dei record

L’ex portiere cresciuto nella V2 è il braccio destro del tecnico Cristian Brocchi «Berlusconi e Galliani? Due persone straordinarie sempre vicine alla squadra»

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Viareggio

Da diverse stagioni è il braccio destro di Cristian Brocchi. Prima nella Primavera del Milan, con una puntata in prima squadra sul finale di campionato 2015/2016, poi a Brescia e, dall’ottobre del 2018, al Monza targato Berlusconi e Galliani che dopo avere riguadagnato la serie B dopo diciannove anni di assenza punta senza mezzi termini ad una prima storica promozione nella massima serie.

Cinquantatrè anni, viareggino, con un passato da discreto portiere (ha giocato in tutte le categorie dalla serie A alla C/2) ed un presente come detto da vice Brocchi, Alessandro Lazzarini si occupa in particolare di studiare le squadre avversarie («Vedo tantissime partite, una cosa che mi è sempre piaciuta») e durante il lavoro settimanale sul campo è incaricato di curare il lavoro dei difensori. Un ruolo diverso da quello di preparatore dei portieri con il quale aveva iniziato nel 2006 alla Lucchese dopo avere appeso gli scarpini al chiodo.

E a Lucca ritrova Gigi Simoni che aveva avuto come tecnico ai tempi del Pisa. Un incontro importante perché è proprio mastro Simoni ad incoraggiare il ragazzo viareggino a proseguire nel percorso da allenatore. «Simoni mi diceva che a suo avviso avevo le qualità per poter fare l’allenatore. E con lui ne è sempre stato convinto anche Aldo Dolcetti. Io comunque mi ero preparato anche un piano B nel senso che avevo iniziato l’attività di promotore finanziario lavorando con Andrea Gazzoli (l’attuale diggì della Spal)».

Un'attività che sembra essere il suo futuro anche a causa del fallimento della Lucchese, ma nell’estate del 2008 arriva però la svolta che gli cambia la vita. Dolcetti viene chiamato ad allenare la Spal ed offre ad Alessandro il ruolo di vice. Per il ragazzo cresciuto nel mito di Dino Zoff e che ha avuto come maestri Sergio Buso e Massimo Pierotti è l’occasione da non perdere. «Non ho avuto dubbi nel fare una scelta dettata dalla grande passione per il calcio».

Dopo Ferrara arrivano le stagioni con la Primavera del Milan dove inizia a lavorare al fianco di Cristian Brocchi con il quale condivide anche l’esperienza in prima squadra nel finale di campionato 2015/2016. Poi dopo la mezza stagione a Brescia le strade dei due si dividono perché Brocchi va nella lontana Cina con Capello mentre Alessandro si accasa nella più vicina Chiavari come vice di Alfredo Aglietti. Strade che tornano a convergere quando il tecnico milanese torna in Italia chiamato a guidare il Monza. «Cristian me lo aveva detto che saremmo tornati a lavorare assieme. E farlo per il Monza è una bellissima occasione. E’ una società di grande spessore che ti mette in condizione di lavorare nel migliore dei modi. Giustamente in cambio ti viene chiesto il massimo».

Che nel vocabolario del tandem Berlusconi-Galliani significa vincere. «Sono due persone straordinarie, molto vicine alla squadra. Silvio Berlusconi è sempre il primo ad entrare negli spogliatoi a fine partita. Galliani? E' già carico per la prossima stagione».

Pochi giorni fa il Monza ha iniziato a lavorare in sede perché in vista della nuova avventura: niente deve essere lasciato al caso.

«Siamo stati fermi per molto tempo e dunque era necessario ricominciare a lavorare anche per colmare il gap con le nostre prossime avversarie che stanno completando il campionato. Ci riposeremo per una decina di giorni ad agosto prima di iniziare il periodo di preparazione vera e propria in vista di una stagione importante». —

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