Sicurezza
L’addio di Francesco Dolce: «La mia è una scelta di vita»
«Sarei rimasto con il Centro anche in B se la mia situazione fosse stata diversa Per me guidare la squadra del cuore per due stagioni è stato un onore»
VIAREGGIO
Alla fine anche Francesco Dolce ha fatto la sua scelta: ad accogliere l’ex tecnico viareggino sarà l’Austria dove lo attende la panchina del Dornbirn. D’altro canto che il suo futuro non sarebbe stato con il Cgc Viareggio era ormai ben noto (nonostante la vicinanza manifestata anche attraverso i social da molti tifosi) ed è stato reso ufficiale anche dalla dirigenza bianconera che solo pochi giorni fa ha presentato come nuovo tecnico Massimo Mariotti.
Inizialmente su Dolce erano circolate molte voci di mercato, tutte dall’estero: le più concrete sembravano arrivare dalla Francia – dove l’ex mister del Centro ha anche giocato, tra le fila del Saint Omer – ma alla fine a convincerlo maggiormente è stata la proposta austriaca. Dolce subentrerà a Jesus Grande e militerà con il suo nuovo team nel campionato svizzero (al quale partecipano le poche squadre austriache di hockey su pista).
Dolce, come mai l’Austria rispetto alla Francia, dalla quale sono arrivate richieste e che già conosce bene per esperienza diretta?
«Mi aveva cercato anche il Saint Brieuc, in Bretagna ma alla fine la mia è stata una scelta mirata soprattutto agli interessi della mia famiglia. In questo periodo segnato dal Coronavirus per me sono cambiate molte cose e ho capito che, più dell’hockey, la mia priorità deve essere la mia famiglia. L’offerta del Dornbirn permette a me e a mia moglie di avere più possibilità lavorative, al di fuori dello sport che comunque continuerò a coltivare. Il posto poi è molto bello, sono sicuro che anche i miei figli si troveranno bene e lì potremo ricominciare con questa nuova avventura».
Una scelta di vita dunque: quanto l’ha condizionata la situazione venutasi a creare con il Cgc Viareggio?
«Era da prevedere che per il Centro non sarebbe stato facile mantenere la A1 dopo l’annullamento della Viareggio Cup ma la mia decisione non è legata alle difficoltà economiche della società. Come ho già dichiarato, sarei rimasto anche in A2 o in B se la mia situazione fosse stata diversa e con la società ci siamo lasciati senza strascichi: per me guidare la mia squadra del cuore in queste due stagioni è stato un onore».
Lascia Viareggio con qualche rimpianto?
«Mi sarebbe piaciuto giocare fino in fondo questa stagione: la cavalcata playoff dello scorso anno, quando da quinti in classifica arrivammo in finale accarezzando lo scudetto, è e rimarrà uno dei ricordi più belli della mia carriera, anche per ciò che si era creato nello spogliatoio. Quest’anno forse avremmo potuto chiudere anche meglio la regular season e nei playoff, chissà...forse avremmo potuto riprovarci».
È un arrivederci o un addio?
«Il mio trasferimento a Dornbirn non vuole essere un progetto a breve termine, di sicuro non ho in programma di tornar in Italia il prossimo anno. Su ciò che può riservare il futuro però, chi può dirlo». —
GABRIELE BUFFONI
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