Sicurezza
La diaspora dei campioni: c’era una volta il Centro
Nel decennale del primo scudetto della storia della società bianconera il Cgc retrocede in A2 e se ne vanno Barozzi, Montigel, Selva, Cinquini e Dolce
Viareggio
Poco più di dieci anni fa al PalaBarsacchi di Viareggio era festa grande. Sulle note dell’inno di Gianluca Domenici il popolo viareggino festeggiava il suo (finora) unico scudetto e con esso l'inizio di un'importante parentesi di successi come la Coppa Italia (sempre nel 2011) e una Supercoppa italiana (nel 2013). Fu l'avvio di un periodo ancor più lungo in cui il Centro si è sempre attestato tra le squadre di vertice della serie A1. Oggi però, alla vigilia del decennale di quell'anniversario, tutto sembra finito. L'emergenza economica causata dal Coronavirus ha colpito qui più duramente che altrove, annullando la Viareggio Cup (principale fonte di introiti per la società bianconera) e costringendo la società a rinunciare a quel posto nell'olimpo dell'hockey italiano.
A dare il colpo di grazia al Centro ci ha pensato il mercato. La crisi che ha investito il Cgc Viareggio ha infatti rappresentato, per altre società pronte alla scommessa di nuovi investimenti, una ghiotta occasione. I primi ad andarsene sono stati Elia Cinquini e Jepi Selva: il giovane viareggino è stato fortemente voluto da Pierluigi Bresciani - suo allenatore nella lunga e vincente parentesi a Forte dei Marmi - per la nuova avventura che vedrà il tecnico versiliese impegnato a Lodi. L'asso catalano invece è tornato in patria: dal prossimo anno vestirà la casacca del Lleida. Pesi i primi pezzi per strada, la diaspora da Viareggio è proseguita con due tra i principali interpreti dell'hockey bianconero: Fernando Montigel e Leonardo Barozzi. Con il forte difensore argentino - da ben sette anni a Viareggio e "adottato" ormai da tutta la tifoseria - non c'è stata trattativa in quanto la società ha ben compreso, fin da subito dopo il lockdown, che con avrebbe potuto mantenere stranieri in squadra. Diversa invece la situazione del capitano e portiere (anche della Nazionale): con la bandiera del Centro la trattativa è stata lunga, protraendosi per settimane, ma alla fine non c'è stato niente da fare. Il progetto triennale annunciato dalla società per risalire dalla A2 con Massimo Mariotti alla guida non è stato sufficiente né allettante. Per Montigel e Barozzi, adesso, la tentazione rappresentata dal Follonica - che con entrambi si è fatto avanti con proposte ambiziose - può diventare una concreta realtà. L'ultimo tassello è stato infine l'allenatore: Francesco Dolce emigrerà in Francia dove tra le ipotesi più allettanti sembra esserci la sua ex squadra, il Saint Omer. Una scelta di vita del mister viareggino che ha preferito «mettere al primo posto la famiglia e il lavoro: ci trasferiremo tutti - ha dichiarato - e inizieremo una nuova avventura».
Il nome di Massimo Mariotti è uno dei pochi, al momento, che spicca in quel che resta della rosa del "nuovo" Cgc Viareggio. Un Centro destinato alla serie A2 e che avrà in Muglia e D'Anna i suoi pilastri per ripartire. Per il resto saranno valorizzati i prodotti del vivaio: dal rientro di Carmazzi (ex Camaiore) e Deinite (per ora solo voce di mercato) a Emiliano Torre, da Puccinelli a Lombardi, Liam Rosi e Cardella. Accantonate le macerie, insomma, mister Mariotti avrà molto materiale da plasmare se vorrà, in tempi relativamente brevi, far tornare i tifosi ad assaporare la massima categoria. —
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