Gioco
La ripartenza è ancora un mistero
Per il Tc Italia di Forte ancora troppe incertezze sul futuro della serie A. Ecco i possibili scenari
forte dei marmi
L’orizzonte (troppo) lontano per il tennis è foriero di cattive notizie. Gli appigli, meglio cercarli nell’immediato presente. I circoli si stanno (molto) piano riappropriando di una normalità ad oggi soltanto parziale, ci vorranno mesi per quella totale. Il futuro dei campionati nazionali a squadre continua ad essere un enorme punto interrogativo. Non è il tempo delle risposte drastiche, dei “sì” o dei “no” definitivi. Il Tennis Italia di Forte dei Marmi rimane in attesa, altro non può fare, se non dedicarsi a questioni che contemplano ciò che è, non ciò che (forse) sarà.
La Serie A1 maschile avrebbe dovuto tenersi – in base al programma originale – da ottobre a dicembre: sei giornate della fase a gironi, gli spareggi (playoff e playout) e la finale. Niente per il momento è stato modificato, almeno ufficialmente, ma da parte della Federtennis sono in corso valutazioni sul da farsi, per quanto vi sia un margine temporale tale da non implicare decisioni troppo affrettate. Ma non si potrà neppure procrastinare all’infinito. Insomma, una decisione dovrà esser presa, prima o poi. Sempre tenendo conto dell’andamento della curva dei contagi e qui il discorso si amplia anche all’attività quotidiana dei circoli, dove attualmente si può giocare seppur con una serie di restrizioni e prescrizioni a cui attenersi scrupolosamente.
L’ipotesi di una cancellazione in blocco dei campionati a squadre nazionali non è da escludere a priori, nonostante che la preferenza generale sarebbe per farli comunque disputare, revisionando nettamente il format. Non è infatti pensabile, allo stato attuale, che le formazioni dei circoli si possano spostare in ogni parte del Paese come se nulla fosse: per fare un esempio, nel 2019 i ragazzi di patron Sergio Marrai hanno giocato a Crema (Lombardia), Sassuolo (Emilia Romagna), Siracusa (Sicilia) e Napoli (Campania). Più praticabile l’ipotesi di un torneo concentrato nel numero dei match e delle tappe, chiaramente a porte chiuse. Il Tennis Italia è doppiamente coinvolto, partecipando alla Serie A2 con la formazione femminile (promossa nel 2019), anch’essa originariamente fissata per l’autunno ma inevitabilmente destinata ad essere rivista.
Se per i campionati nazionali qualche spiraglio permane, quelli regionali sembrano invece destinati ad essere sacrificati, per non intasare un calendario già ridotto ai minimi termini: in ogni caso, infatti, non si partirà prima di autunno. Il circolo fortemarmino si era attrezzato per competere al meglio in entrambi i tornei, con nel maschile la conferma di Sonego e Travaglia (oltre che dei vari Donati, Trusendi, Furlanetto e Mancini) e gli arrivi degli stranieri Hanfmann e Taberner (un maxi-organico per evitare di ritrovarsi in piena emergenza come avvenuto lo scorso anno, con il capitano Matteo Marrai costretto spesso a schierare una formazione rimaneggiatissima) e, nel femminile, gli ingaggi di Elisabetta Cocciaretto e Melania Delai a rinforzare un organico nel quale Jasmine Paolini, numero 95 del mondo, è la top-player. —
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