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Versilia

Quello scudetto “viareggino”

Massimo Guidi
Quello scudetto “viareggino”

Nel 1946 il tricolore si giocò sui campi all’aperto del Bertabello. E nacque la leggenda Virtus Bologna

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Viareggio

I playground hanno avuto una parte importante nella storia del basket mondiale: anche i più celebrati campionati del mondo Nba hanno infatti iniziato a sforacchiare i primi canestri nel campetto vicino casa. E un ritorno alle origini per far ripartire l’attività, perlomeno in chiave estiva, è stato chiesto da Gianni Petrucci presidente della Federbasket.

Una proposta che ha fatto riandare gli amanti del basket indietro con la memoria agli albori della disciplina che nella seconda metà del secolo scorso in Italia veniva chiamata pallacanestro e che si giocava in campi all’aperto. Ed è proprio in un luogo all’aperto che viene assegnato il primo scudetto dopo uno stop forzato, questa volta dovuto al secondo conflitto mondiale. E’ il luglio del 1946 e lo scenario è Viareggio.

Il campo è quello in mattonelle di marmo del “Bertabello”, un grande spazio, dove anni dopo fu costruito il liceo scientifico, che in quel periodo era divenuto un luogo cult della gioventù viareggina. Sulla pista del “Bertabello” infatti si organizzavano feste da ballo ma si poteva anche assistere a riunioni di boxe, sport che a Viareggio andava per la maggiore quasi come il calcio, o partite di pallacanestro. E proprio in quell’anno vide la nascita l’Assi Viareggio, genitrice dell’attuale Vela. E quella edizione del campionato segnerà un po’ la storia del basket perché vede nascere la leggenda della “V” nere, appunto la Virtus Bologna che vince il primo dei suoi quindici scudetti.

Le tre protagoniste del gironcino finale arrivano a giocarsi il titolo dopo avere superato prima una fase regionale e poi una successiva a livello nazionale. Oltre ai bolognesi che hanno in squadra Giancarlo Marinelli e Venzo Vannini (per 20 anni capitano) i quali un mese prima hanno conquistato l’argento agli europei di Ginevra ci sono la Reyer Venezia che aveva vinto l'ultimo scudetto prima della guerra e la Libertas Roma che sostituisce un’altra formazione capitolina, quella dei Postelegrafonici che ha dovuto rinunciare alla trasferta per motivi di lavoro dei suoi giocatori.

La prima partita si gioca il 26 luglio e mette di fronte proprio i romani contro la Virtus che si impone per 53-35. Il giorno seguente scende in campo la Reyer che esclude dai giochi la Libertas vincendo per 59-16. La sfida che vale il titolo si gioco il 28: la Virtus Bologna supera la Reyer (35-31: il punteggio basso non tragga in inganno perché non esisteva limite temporale per arrivare a concludere l’azione) e scrive per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro del massimo campionato.

Molti anni dopo (venticinque) Viareggio ospiterà ancora una finale nazionale di basket, la Coppa Italia, ma questa volta al coperto, al Palazzetto dello Sport da poco inaugurato. E a vincere il trofeo sarà un’altra squadra da leggenda, l’Ignis Varese di Dino Meneghin e Manuel Raga, guidata dal professor Nikolic a spese della Fides Napoli di Sauro Bufalini e Carlos D’Aquila allenata da Tonino Zorzi. —

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