Gioco
La Tirreno-Adriatico si correrà a settembre: lunedì 7 la prima tappa con partenza e arrivo a Lido
Viareggio
L’eccezionalità è da ricercarsi nel contesto temporale. La Tirreno-Adriatico spostata a settembre, quando abitualmente si corre a marzo, desta uno strano effetto. Mentre tutto lo sport agonistico rimane fermo, il ciclismo è proiettato verso la ripartenza: ieri la Uci (Unione Ciclistica Internazionale) ha reso noto il nuovo calendario della stagione 2020, con la concentrazione dei principali appuntamenti (da agosto a ottobre), inevitabile conseguenza della pandemia. Tra questi, anche la corsa “dei due mari”, in programma dal 7 al 14 settembre - sei mesi dopo la data originale (11-17 marzo) - in concomitanza con il Tour de France, la madre di tutte le competizioni. Una sovrapposizione di eventi ritenuta necessaria per evitare cancellazioni.
Il percorso della Tirreno-Adriatico resterà invariato: lunedì 7 settembre la prima tappa (di 134 chilometri) con partenza e arrivo da Lido di Camaiore (da ripetere tre volte il circuito del Monte Pitoro, con salita dal versante di Massarosa), martedì 8 la seconda (di 198) da Camaiore a Follonica con passaggio da Montemagno per raggiungere Pisa.
Il sindaco Alessandro Del Dotto si mantiene tuttavia prudente. «Nonostante sia stato diramato il nuovo calendario, nessuno ci ha ancora contattato: aspettiamo di interfacciarci direttamente con i vertici di Rcs (che organizza la Tirreno-Adriatico) per capire più nel dettaglio il da farsi».
I dubbi riguardano il fronte sanitario «perché a oggi è impossibile sapere con esattezza quale sarà la situazione a settembre. Comunque non ci tiriamo indietro, anzi siamo pronti a fare la nostra parte».
La corsa “dei Due Mari” rischia di risentire (non poco) della contemporaneità con il Tour de France, con la preventivabile assenza di quei big che invece avevano partecipato alle ultime edizioni.
Di contro, però, potrebbe essere sfruttato dai corridori come appuntamento in preparazione al Giro d’Italia, al via il 3 ottobre. Ogni previsione, in tal senso, risulterebbe al momento azzardata perché priva di adeguati riscontri. La scelta di riprogrammare il World Tour 2020 anziché cancellarlo definitivamente implica un marcato ottimismo dell’Unione Ciclistica Internazionale: l’auspicio che, alla ripresa delle corse, l’emergenza sanitaria sia (finalmente) conclusa. —
gabriele noli
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