Gioco
I dubbi di Real Forte e Seravezza
Ancora incertezze sul futuro della serie D: «In queste categorie non sarà facile poter ripartire»
Viareggio
Mentre il Governo ha tracciato la road map per la ripresa dell’attività professionistica, si attendono dalla Lega Dilettanti indicazioni sul futuro della serie D, anche se le incognite sono moltissime. Innanzi tutto sui tempi, ma soprattutto i modi.
I contratti dei giocatori scadono al 30 giugno. Dalla Figc è probabile che arrivi una proroga che potrebbe consentire il prosieguo della stagione fino al termine della stessa: si devono disputare ancora nove giornate, oltre alcune recuperi che si renderebbero necessari perché il blocco è stato anticipato alle squadre del nord che compongono il girone, mentre per alcune delle squadre, le toscane, si è giocato ancora per una giornata.
L’ultima giornata completa è stata la 24ª del 16 febbraio, mentre già alla 25ª si sono verificati i primi rinvii prima della chiusura per la 26ª che non si è interamente disputata. Ma i problemi sono per lo più di carattere organizzativo: insomma, la ripartenza del campionato appare molto problematica.
Ne abbiamo parlato con le due società di Serie D della Versilia, Real Forte Querceta e Seravezza Pozzi, in piena corsa play off. «Sinceramente restiamo in attesa - commenta Gabriele Ulivi , ds del Real Forte - vedo la ripartenza molto difficile: bisogna partire dal presupposto che la priorità è la salute degli atleti. Quindi, il primo aspetto da considerare è come riusciremo a venire incontro a queste esigenze prioritarie. Poi c’è un aspetto sportivo: non stiamo parlando di squadre di serie A in cui i giocatori anche a casa hanno a disposizione ogni tipo di macchinario e di spazi per mantenersi in forma. Avremmo bisogno di almeno venti giorni per riprendere la condizione fisica, per lavorare assieme, però dovremmo farlo nel rispetto dei protocolli, a piccoli gruppi e per una società dilettantistica è pressoché impossibile. Apprezzo che il calcio, soprattutto professionistico, provi a ripartire, anche perché attorno ad esso gravitano tante persone che vi lavorano. Noi ci reggiamo sulla passione di alcuni presidenti e sponsor che non sappiamo come usciranno da questa crisi».
Anche il presidente del Seravezza Pozzi, Lorenzo Vannucci è scettico sulla possibilità di ripartire: «L’aspetto atletico sportivo è quello che mi preoccupa meno: il preparatore atletico è riuscito a tenere rapporti con tutti i ragazzi e parlando anche con il mister Vangioni su questo aspetto ci sentiamo piuttosto tranquilli e in breve saremmo pronti per ripartire. Anche per la proroga dei contratti la Federazione che si riunirà in questa settimana può adottare qualcosa di similare a quello che è accaduto per i professionisti con la proroga ad agosto. L’aspetto sanitario è certamente il più complesso: dobbiamo garantire la salute degli atleti e del personale che lavora per la società nelle strutture sportive e questo sarebbe un problema per una società di serie D. Siamo in attesa di avere indicazioni dall'alto, ma non siamo in grado. Come facciamo a gestire una rosa di 22 giocatori, lo staff, dovendo fare test a tutti: è un problema di costi, ma ancor più di gestione». —
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