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Lo sport al tempo del coronavirus 

Marrai: «Il tennis senza il pubblico? Non avrebbe senso»

g.n.
Marrai: «Il tennis senza il pubblico? Non avrebbe senso»

Il patron del Tc Italia attende di poter ripartire: «La volontà c’è ma sarà indispensabile tutelare chi scende in campo»

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FORTE DEI MARMI

«Sai, dopo che hai vissuto tragedie come un terremoto o il fortunale che cinque anni fa devastò la Versilia, pensi che non accadranno una seconda volta. Ma questo è un evento che ci ha colti completamente impreparati e mica parlo solo di sport». Sergio Marrai pensava di averle viste tutte, ma con l’incessante propagarsi del coronavirus si è dovuto forzatamente ricredere. Come gli altri circoli, il Tennis Italia è chiuso e chissà quando potrà riaprire. «Io spero quanto prima, ovviamente ponendo come priorità assoluta la salute dei ragazzi che vanno in campo ad allenarsi e di chiunque frequenta il circolo. La volontà di ripartire c’è, però non dipende da noi».

Non resta che attendere, dunque. Con la consapevolezza che il futuro è caratterizzato soltanto da dubbi, zero certezze. Pure per quanto riguarda l’attività del circolo, ad ogni livello. «La Serie B è stata sospesa e ciò rischia di pregiudicare lo svolgimento della Serie A1 (al via, da calendario, ad ottobre, ndr). Almeno sino a luglio di partite non se ne parla, tra cancellazioni e rinvii la stagione è un enorme punto interrogativo. Chiunque si sbilancia, in questa fase, lo fa a titolo personale, avanzando supposizioni da verificare, anche perché stiamo affrontando una situazione senza precedenti».

È un punto su cui Marrai insiste, consapevole che – nel caso specifico del Tennis Italia – i giocatori, i big in particolare, sono abituati a girare il mondo. «Bisogna adottare scrupolosamente le misure necessarie per ridurre al massimo i margini di rischio».

Al di là delle palesi e comprensibili difficoltà nel ricomporre il calendario, districandosi tra tornei internazionali e campionati federali, il patron del Tennis Italia su un aspetto è convinto: no agli incontri in assenza di pubblico. «Che senso avrebbe? Gli spettatori costituiscono una componente fondamentale dello sport, giocare a porte chiuse mi saprebbe tanto di presa in giro. Ve lo immaginate voi il mare senza l’acqua?». —

g.n.

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