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Versilia

I fischietti versiliesi nel limbo

Roy Lepore
I fischietti versiliesi nel limbo

Anche gli arbitri sono in attesa di capire come ripartire. Brusco: «Vogliamo farci trovare pronti»

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Viareggio

Con lo stop totale del calcio a tutti i livelli a causa del Covid 19, ovviamente anche la classe arbitrale - dalla serie A ai settori giovanili - è bloccata e ad oggi non si sa quando ci sarà una possibile previsione per ripartire.

Il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi nei giorni scorsi ha posto l'attenzione sulla questione e soprattutto sulla categoria, che fino ad oggi è stata quasi esclusa da tutte le argomentazioni per la ripartenza. «Ad oggi se il calcio dovesse ripartire - dice - gli arbitri non sarebbero pronti per garantire la loro presenza», chiedendo di sedere anche lui ad un tavolo con tutte le parti interessate per verificare, come e quando far ripartire il calcio.

Di conseguenza in questo discorso sono inclusi anche tutti gli arbitri delle categorie più basse del professionismo e tra questi ci sono quelli appartenenti alla sezione viareggina "Angelo Domenici", presieduta da Edoardo Brusco, che vanta 98 arbitri, sezione alla quale è iscritto anche Pierluigi Collina, attuale presidente degli arbitri della Fifa ed arbitro benemerito dell'Aia, più volte quando in attività, miglior arbitro al mondo.

«Siamo in attesa anche noi di conoscere cosa accadrà - dice Brusco - la nostra attività è stata sospesa a partire dal 5 marzo scorso, come da disposizioni dell'Aia. Anche i nostri arbitri cercano di mantenersi un po' in forma allenandosi in casa, perchè non ci è consentito di uscire, ma non è semplice. E' ovvio che se si dovrà ripartire, anch'io come tutti spero presto, ma soprattutto con la garanzia delle sicurezza sul piano della salute, ci sarà da verificare come tutto questo avverrà».

In questa fase comunque i fischietti viareggini sono in contatto tra loro. «Ci telefoniamo o anche attraverso whatsapp comunichiamo per aggiornarci se arrivano nel frattempo delle circolari, tutta l'attività che era a pieno regime si è interrotta per il coronavirus».

Il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi vuole garanzie prima di ripartire, soprattutto anche per la salvaguardia di tutto il mondo del calcio, compreso gli arbitri, specialmente quelli, che ogni settimana sono a dirigere sui campi delle serie minori di provincia. «E Nicchi ha ragione, perché dovrà essere assicurato che non ci saranno rischi, ecco perché credo che ora dobbiamo solo attendere gli sviluppi di tutta questa vicenda. Noi dobbiamo cercare di farci trovare pronti».

Come è avvenuto per qualche squadra, probabilmente con l'interruzione si è preclusa la possibile promozione in categorie superiori di qualche arbitro. «Non avendo a disposizione le eventuali graduatorie non è possibile saperlo, qualcuno dalle prestazioni nel corso della stagione ci poteva sperare in una eventuale promozione. Ora non saprei davvero cosa rispondere. Prima di tutto dobbiamo pensare alla salute di tutti noi, poi alla ripresa del calcio, perché altrimenti, se non ci saranno assicurazioni che non ci saranno possibili rischi futuri di epidemie, sarebbe assurdo pensare in questo momento ad una ripresa dell'attività». —



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