Lutto
Hockey a rischio collasso E si apre il caso-stipendi
Senza gli incassi delle gare dei playoff e senza sponsor bilanci in sofferenza Forte e Cgc pronti ad aprire una trattativa per i compensi dei mesi “cancellati”
Viareggio
L'emergenza coronavirus fa tremare l'hockey su pista. Dopo l'annullamento dei campionati è infatti la crisi economica a gettare un'ombra preoccupante sul presente e sul futuro della disciplina.
Il primo problema è legato agli incassi che mancheranno nelle casse delle società: non solo quelli derivanti dalle ultime giornate di regular season ma soprattutto per le otto squadre destinate ai playoff che hanno dovuto rinunciare alle partite più seguite dell'intera stagione. Una doccia fredda che si unisce al timore che anche gli sponsor - perlopiù locali - possano tirarsi indietro dai pagamenti alla luce della stagione non terminata e del clima di incertezza che sta investendo piccole e medie imprese. «Nutrivo la speranza che si riuscisse a chiudere in qualche modo la stagione, magari con dei playoff ridotti - ammette Piero Tosi, presidente del Forte - la priorità ora sarà riallacciare i contatti con tutti gli sponsor e cercare di riformulare nuovi accordi. Purtroppo la situazione è estremamente delicata ma, anche per il futuro, abbiamo bisogno che rimangano a fianco della società».
«Si va verso una crisi senza precedenti - dichiara il presidente del Cgc Viareggio Alessandro Palagi - pensare allo sport pare quasi irrispettoso: come si può pretendere che si pensi all'hockey quando le aziende sono già ridotte a fare dei tagli pesanti per sopravvivere? Come minimo bisognerà aspettare che questa situazione si risolva e dare la priorità alla ripresa economica delle imprese: lo sport si dovrà adattare e prepararsi a ricominciare da zero, se nel calcio dilettantistico si teme la scomparsa di almeno il 30% delle società figuriamoci nell'hockey quanto potrà essere dura la situazione».
Un altro tema caldo sul tavolo delle società è quello degli stipendi dei giocatori: gli accordi presi ad inizio stagione - l'hockey su pista non contempla in Italia contratti da professionisti - verranno o meno rispettati dalle società ora che la stagione è stata bloccata con circa tre mesi d'anticipo? «Ripeto, bisogna capire come evolverà la situazione ma la stagione è terminata nel momento in cui i campionati sono stati annullati - commenta Palagi - per cui per noi tutto è congelato: ricordiamoci che, quando si parla di hockey in Italia, trattiamo di uno sport dilettantistico e non professionistico, dove comunque le grandi squadre di serie A del calcio stanno affrontando gli stessi problemi».
Diversa invece la posizione del Forte dei Marmi. «L'obiettivo della società - dichiara Tosi - è quello di rispettare gli accordi, anche se magari con una riduzione degli ingaggi per questi mesi in cui non si gioca: ne parleremo nei prossimi giorni con i giocatori e cercheremo una soluzione condivisa, sia per risolvere questa situazione nell'immediato che per il futuro dato che con tutti loro eravamo in accordo anche per la prossima stagione». —
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