Il dolore
Andrea e un sogno a cinque cerchi
A 16 anni Marchetti è un talento del Compound: «Spero che diventi presto disciplina olimpica»
viareggio
Il migliore dei colpi è stato una decisione presa, una freccia non scoccata. In piena adolescenza Andrea Marchetti si è trovato a dover compiere una scelta motivo di tormento e magari poi di rimpianti o rimorsi persino per un adulto: diventare un ballerino come molti o un potenziale campione nel tiro con l’arco. I risultati degli ultimi mesi confermano ciò che dentro di sé il 16enne di Piano di Conca sapeva benissimo: la danza – latino-americana e sportiva – era un piacere senza effettive prospettive, nonostante la partecipazione a svariati tornei nazionali. La presa di coscienza di non poter più portare avanti in parallelo le due attività ha comportato una rinuncia con in allegato un po’ di comprensibile disappunto, prontamente svanito con il giungere di soddisfazioni abbracciate a piene mani nello sport – il tiro con l’arco – che era davvero il suo. Da sempre. Sin da quando aveva 8 anni e si esercitava con gioia e spirito di emulazione verso lo zio, Arturo Matteucci, che oltre ad essere il presidente degli Arcieri di Rotaio, società che ha sede a Capezzano, è pure il suo allenatore.
Andrea lo osservava nel compiere ogni gesto, dalla fase di preparazione all’esecuzione, “catturato” al punto da convincersi, a 14 anni, a mollare l’arco Olimpico per passare al Compound. «Le persone che mi vedevano, dicevano: “Continua così, bravo”. Io ho cominciato a credere che fosse davvero così».
Impressioni sue e di chi lo osservava, suffragate dai fatti: l’arciere versiliese è entrato infatti a far parte del progetto “Talenti 2020” promosso dal Coni, finalizzato a individuare e valorizzare i ragazzi più promettenti di varie discipline, tra cui appunto il tiro con l’arco.
Il record italiano stabilito l’11 agosto nella gara 900 round tra gli Allievi Compound (876 punti, appena 24 in meno della perfezione assoluta), oltretutto nell’impianto “di casa”, è stato per lui una svolta determinante, considerato che pochi mesi dopo (a dicembre) avrebbe debuttato con la nazionale al Roma Archery Trophy. Tra gli Junior, dunque, sotto età. Preludio ad un 2020 memorabile, prima che la diffusione del Coronavirus fermasse l’attività: a gennaio l’esordio internazionale, a Nimes (in Francia), con un diciassettesimo posto. E poi, l’exploit recente, ai campionati italiani di febbraio a Rimini dove in un’unica prova (tra gli Allievi) ha conquistato un argento individuale e un oro di squadra, titolo merito anche di Alessio Giannecchini e Matteo Viviani. In attesa di riprendere l’attività a pieno regime, «mi alleno a casa, con bersaglio più piccolo e distanza ridotta: mi sono ingegnato, fermo non ci so stare».
Andrea, che frequenta il liceo sportivo Piaggia di Viareggio, guarda alle Olimpiadi con un interesse condizionato da una realtà per lui sfavorevole, ad ora. «Il Compound non rientra tra le discipline dei Giochi, so che c’era l’intenzione di inserirla. Io lo spero, ovviamente. E so di poterci arrivare. Intanto, affronto ogni appuntamento con impegno ma anche divertendomi, così rendo meglio».
Il segreto, forse, è proprio questo. —
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