Sicurezza
Ramacciotti ricomincia da Napoli
«L’addio con il Viareggio era nell’aria: ma incontrarsi da avversari sul campo non sarà facile...»
Viareggio
Doveva essere il tempo per andare. E invece è ancora quello per restare, a Viareggio. Motivazione che implica la salute e non lo sport, una questione collettiva e non individuale. Dario Ramacciotti freme per partire alla volta di Napoli, dove c’è una società pronta ad accogliere a braccia aperte lui e Gabriele Gori. Il margine affinché non si debba ricorrere a rinvii c’è, perché la stagione del beach soccer sarebbe cominciata a giugno, a prescindere dall’emergenza sanitaria. «Speriamo che finisca presto. Questo è il momento di fare le cose per bene, senza stare a polemizzare inutilmente».
Ramacciotti, a mente fredda come lo commenti il tuo addio al Viareggio?
«Era nell’aria. Dopo dieci anni credo fosse giusto per me, ma anche per la società, con cui c’è stato un confronto sereno. Sentivamo tutti il bisogno di nuove motivazioni. Non potevo pretendere che il Viareggio, per come è stato concepito, sborsasse per me una cifra simile a quella proposta da altre squadre: non sarebbe stato corretto».
Che Viareggio ritroverai, da avversario?
«Sarà noioso da affrontare, per chiunque. Anche se io e Gori non ne facciamo più parte, rimane competitivo. Nel beach soccer non contano solo i nomi, ci sono squadre che hanno continuato a lottare per vincere pur privandosi dei propri campioni. Tanti ragazzi che hanno giocato meno, da quest’anno potranno dimostrare il loro reale valore. Ed è giusto così, se lo meritano».
Che effetto pensi ti farà la prima partita contro la tua ex squadra?
«Ad oggi non riesco ad immaginarmelo, onestamente. Mi comporterò da professionista, dando il massimo, ma non potrà mai essere una gara come le altre. Penso soprattutto a Stefano Santini: ritrovarmelo di fronte, da rivale, non sarà facile. Se in questi anni ho deciso di rimanere al Viareggio è stato per lui e anche per il presidente Carpita, oltre ai compagni di squadra, divenuti amici».
Il secondo posto al Mondiale è una soddisfazione o un rimpianto?
«Abbiamo perso contro la nazionale più forte, seppure il nostro cammino non sia mai stato agevole. Riuscire a battere Tahiti, Svizzera e Russia nella stessa competizione è il segnale di una crescita enorme. D’altronde, quando si è parte di un grande gruppo, come lo è quello del Viareggio, questi risultati sono possibili: ragazzi sempre pronti ad allenarsi, anche a 35 gradi sotto un sole cocente. Nel 2021 proveremo a vincerlo, non ci manca molto».
A giugno, invece, la Nazionale l’avevi commentata su Sky.
«Sì, ai Giochi Europei di Minsk, pochi giorni dopo la mia decisione di rientrare. Una bellissima esperienza, ma non si creda che sia facile, perché non lo è affatto: bisogna sempre stare attenti a cosa (e come) si dice. Affiancavo Dario Massara, un telecronista preparatissimo, sapeva tutto. Io, comunque, continuo a preferire il campo. In quei giorni facevo la spola tra Viareggio e Milano: un giorno commentavo le partite, l’altro ero sulla spiaggia ad allenarmi per ritrovare la condizione». —
Gabriele Noli
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