Gioco
L’ex Titano Alongi: «Posso conquistare la Nazionale»
L’allievo di Denis Dallan pensa a quando lo sport ripartirà regolarmente «Pronto alla sfida per una maglia da titolare nella formazione maggiore»
VIAREGGIO
Filippo Alongi è un giovane uomo. Pensieri, comportamenti e azioni lo rendono infatti più maturo dei suoi (neppure) 20 anni, che festeggerà a fine aprile. In un periodo in cui tutti gli sport sono fermi causa diffusione del Coronavirus, il rugby non fa eccezione. E così lui ne ha approfittato per tornare dalla famiglia, in quella casa lasciata quando era adolescente, destinazione Treviso, nelle giovanili della Benetton. Poi, un altro trasferimento: a Brescia, essendo stato selezionato nell’accademia federale “Ivan Francescato”. Esperienza annuale, seguita da quella al club veneto del Mogliano, con l’accordo di poter giocare da “permit” (una sorta di prestito) proprio per la formazione trevigiana dove aveva completato il percorso di formazione a livello giovanile: la chiusura di un cerchio. Nel mezzo, i tornei svolti con la Nazionale Under 20 (due Sei Nazioni e un Mondiale di categoria). Un crescendo che ha nei Titani e in Denis Dallan la sua origine: è stato proprio l’ex rugbista-tenore a contribuire sensibilmente alla formazione di Alongi.
Filippo, come stai trascorrendo queste settimane?
«Sono rientrato dal Veneto pochi giorni fa, adesso sono a casa. Mi alleno un paio d’ore tutti i giorni, portando avanti i programmi di club e Nazionale».
Stai accumulando esperienze a profusione, anche internazionali.
«Prima dello stop per il Coronavirus ho disputato la prima partita da titolare con la Benetton Treviso nel Pro14, torneo internazionale di altissimo livello. Ma io non mi sento “arrivato”, vivo queste opportunità con serenità, cercando di coglierne ogni volta il meglio».
Il carattere può fare la differenza?
«Sì, eccome. Mi sforzo al massimo per restare focalizzato su cosa fare. È fondamentale, senza quella forma mentale è impensabile arrivare ad alti livelli. Sono andato via di casa giovanissimo e mi è stato utile: il modo in cui sto affrontando certe situazioni in campo e fuori mi tornerà utile in futuro».
Con il rugby è stato amore a prima vista?
«Non proprio. Quando ho cominciato, a 11-12 anni, lo consideravo uno svago, di certo non mi allenavo con l’idea di fare del rugby una professione».
Ai Titani, però, la situazione è cambiata: quanto è stato determinante per te Denis Dallan?
«È stato lui a trasmettermi il piacere di giocare a rugby. Tra noi si è creato un rapporto intenso e profondo, tanto che continuiamo a sentirci quasi tutti i giorni. I Titani sono una grande famiglia».
Dallan ha profetizzato per te un futuro da titolare nella Nazionale maggiore…
«Sì, penso di poterci arrivare, ma non voglio certo passare per presuntuoso. So bene quanto ci sarà da lavorare per riuscirci, ma è una sfida che non mi spaventa affatto»
Il tuo futuro sarà diviso ancora tra Mogliano e Treviso?
«La prospettiva è quella. Più di tutto per me conta continuare a progredire, senza affrettare i tempi. In fondo, ho solo 20 anni». —
Gabriele Noli
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