Il viaggio di Romolo Becchetti su una barca a vela nel mare Glaciale Artico
viareggio. Sabato pomeriggio – nelle sale del Club Nautico Versilia – un pubblico numeroso e coinvolto ha rivissuto attraverso il racconto e le immagini di Romolo Becchetti, le tappe principali di quella che non è stata solamente una meravigliosa avventura ma anche un’importante spedizione scientifica che ha contribuito a fornire preziosi dati all’Enea: il Passaggio a Nord Est con il Cutter Best Explorer, prima barca a vela italiana e terza nella storia della navigazione ad averlo realizzato.
Santacrocese ma viareggino d’adozione, settantenne, imprenditore, velista, un passato da pilota di prototipi e sport, vincitore anche di una 1000 chilometri di Monza e un presente da esperto nuotatore (campione italiano Uisp e buoni piazzamenti sia agli europei che ai mondiali), collezionista di auto d’epoca (numerose le sue partecipazioni alla Millemiglia), da sempre amico del sodalizio viareggino, Becchetti ha fatto parte quest’anno dell’equipaggio del comandante Nanni Acquarone che, a bordo del Cutter Best Explorer, ha compiuto la traversata del “Passaggio a Nord Est” su una rotta che sta diventando una grande opportunità per le navi mercantili in quanto riduce di molto i giorni di viaggi rispetto alle altre rotte. Si è trattato di una corsa contro il tempo (facilitata anche dal disgelo del mar glaciale Artico) perché il ghiaccio lascia passare le imbarcazioni solo per pochissimi mesi all’anno. «La barca si trovava, reduce dal giro del Pacifico, in riparazione a Osaka da cui è ripartita alla volta dell’Artico – ha spiegato Becchetti –. Io mi sono imbarcato a Petropavlosk in Kamchatka, estremo oriente russo, e ho proseguito fino alla fine, con rotta verso nord e poi verso ovest attraverso lo stretto di Bering. La rotta percorsa da Petropavlovsk a Tromso in Norvegia è di 6. 500 mn circa: tempo impiegato un po’più di due mesi. L’itinerario previsto con almeno otto soste, è stato ridimensionato dal ministero degli interni, il vecchio KGB, per motivi militari e le soste sono state ridotte a quattro. Quindi lunghe navigazioni in acque sconosciute e spesso fra i ghiacci». Durante questa missione, l’equipaggio, grazie ad un particolare macchinario per analizzare le acque, ha, inoltre, effettuato prelievi nel mare Glaciale Artico per verificare l’inquinamento da microplastiche: i dati raccolti saranno ora utilizzate dall’Enea anche per importanti analisi e per studi sul plancton. —
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