Gioco
Francesconi, il gol non tramonta mai «Finché mi diverto io vado avanti»
A quasi 50 anni firma la prima rete per lo Sporting Bozzano «Quello che conta è la passione, ti fa andare oltre i limiti»
Quando Alberto Francesconi sfondava le reti in giro per l’Italia, molti dei suoi compagni dello Sporting Bozzano non erano ancora nati. Ma sicuramente prima di conoscerlo ne avevano già sentito parlare. Già perché lo “Sparviero” del quartiere lucchese di Sant’Anna è una leggenda del calcio del Granducato: sia per i gol segnati in dosi industriali ma soprattutto per i campionati vinti, quindici. Il primo una trentina di anni fa con la Vigor Cicognini, la squadra espressione del collegio pratese nel quale il padre, conosciuto chirurgo estetico, lo aveva indirizzato nella speranza di farne un medico. Ma Alberto ha in testa solo il calcio e preferisce ben presto lasciar perdere il bisturi per correre dietro ad un pallone. Cosa che ha fatto bene vincendo con le maglie di squadre di mezza Toscana: da Livorno a Pontedera, da Viareggio a Lucca ed anche a Pisa. Il tutto con grande professionalità e passione. Quella che lo ha portato ad accettare a quasi 50 anni la richiesta di aiuto da parte di un altro cinquantenne ancora in campo, l’amico Mirko Taccola. Obiettivo: centrare la salvezza. Domenica gli orange hanno vinto la loro prima partita in campionato a casa dello Sporting Forte dei Marmi e il punto del successo porta la firma dell’antico cannoniere, uno che nel 2009 segnò più gol di tutti (26) nei campionati dalla serie D alla serie A.
Primo successo per il Bozzano a firma dello “Sparviero”, un caso?
«Sì, perché era una partita da 0-0. Poi la ragazza che ha diretto l’incontro (Nicol Bellè di Livorno, ndr) ci ha concesso un rigore giusto, dimostrando molto coraggio perché eravamo al 90’. E non so quanti lo avrebbero fatto».
Avete festeggiato a fine gara?
«I ragazzi erano molto contenti, perché questa vittoria sembrava non voler arrivare. Ora dobbiamo cercare di vincere qualche altra partita per posizionarci al meglio nella griglia dei playout».
Hai sempre giocato per squadre che puntavano a vincere il campionato. Cosa si prova a scendere in campo a lottare per la salvezza?
«Gli stimoli sono gli stessi. E soprattutto quello che conta è la passione che ti fa andare al di là anche dei limiti fisici».
Non arrivi mai a pensare che sia il momento di dire basta?
«No. Fino a che ne ho voglia continuo di certo perché mi diverto».
In casa Francesconi c’è un futuro bomber?
«Ho due figli: Bianca gioca a tennis e Tommaso alterna il tennis, recentemente ha vinto il campionato toscano, con il calcio. Vedremo poi quale sarà la sua scelta. A proposito dei miei figli devo dire che mi manca il non poterli seguire la domenica nelle loro gare, ma la passione infinita per il calcio ha avuto il sopravvento. Poi finito il campionato potrò tornare a seguirli». —
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