Italia
Motaran: pagati gli errori commessi nella prima fase
La delusione del Forte dei Marmi per l’eliminazione dall’Eurolega di hockey
L’INTERVISTA
Finisce così. Tra le proteste per un arbitraggio non proprio ineccepibile e l’amarezza per un Forte dei Marmi avrebbe potuto fare di più. Specialmente nel girone di andata di questo funesto gruppo D. Alla fine la speranza di un miracolo – tenuta viva dalla vittoria di gennaio contro l’Oliveirense – è sfumata proprio al Palacio Riazor di La Coruña con un 2-1 un po’ bugiardo. Anche se il pareggio, per capitan Davide Motaran e soci, non sarebbe comunque bastato.
Motaran, contro il Liceo una partita decretata dagli episodi, a cominciare da quel doppio cartellino blu con cui è stato punito in avvio di gara.
«Non l’ho propria capita questa decisione dell’arbitro: la prima espulsione poteva anche starci, l’attaccante è stato furbo a lasciarsi andare non appena ha sentito il contatto e l’ha tratto in inganno. Io però mi sono solo avvicinato al banco per chiedere spiegazioni, non per protestare, invece l’arbitro ha estratto il secondo blu senza nemmeno ascoltarmi. Purtroppo è stato un episodio che ha inciso, costringendoci a due minuti di inferiorità anche se il Liceo era riuscito a segnare».
Dopo il pari di Ambrosio ci si poteva però aspettare un Forte più agguerrito?
«Ci saremmo presi dei seri rischi in più. Con il senno di poi potrei anche dire che sì, avremmo anche potuto esporci maggiormente: sapevamo però che il Liceo è bravissimo nel finalizzare i contropiede, lo abbiamo sperimentato nella sconfitta alla gara di andata e non potevamo permetterci di finire sotto in quel modo. Abbiamo giocato la partita che avevamo preparato e alla fine il loro vantaggio è arrivato su un gol a dir poco fortunoso. Sotto porta noi ci siamo arrivati e anche spesso: ecco, magari avremmo potuto essere più incisivi e cinici a tu per tu con il portiere».
Per la prima volta dopo anni il Forte esce nella fase a gironi: come digerire il boccone amaro del fallimento di un obiettivo stagionale?
«Purtroppo ripensare alla partita in casa con il Liceo e al pareggio in Francia fa male, abbiamo lasciato punti troppo importanti: ci abbiamo comunque creduto fino alla fine ma purtroppo ci eravamo troppo compromessi nella prima fase del girone. È un peccato ma non bisogna demoralizzarci perché ci sono ancora obiettivi importanti da raggiungere in Italia».
Ad esempio?
«Ad esempio riacciuffare la vetta, la Coppa Italia e poi lo scudetto: abbiamo già vinto la Supercoppa, riuscire a completare il triplete tricolore ci fa gola. Anche perché non c’è più riuscito nessuno dal Valdagno di Pedro Gil e Nicolia». —
Gabriele Buffoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
