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Giordani, il Seravezza è una scelta di cuore «Così sto vicino alla mia fidanzata»

Massimo Guidi
Giordani, il Seravezza è una scelta di cuore «Così sto vicino alla mia fidanzata»

Difensore centrale, è laziale di provenienza e di tifo «Qui ambiente da sogno, ma restiamo coi piedi per terra»

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Una scelta dettata dal cuore. È quella fatta in estate da Valerio Giordani, il quale ha accettato le proposte del Seravezza. Cogliendo così al volo l’occasione per tornare a giocare in Toscana (in passato aveva già vestito le maglie di Montecatini e Ghiviborgo), la terra dove abita la fidanzata Carolina. Ventisette anni compiuti nel novembre scorso, dopo essere arrivato a giocare nel settore giovanile del Frosinone esordisce a sedici anni nell’Anzio, con il quale vince un campionato d’Eccellenza. Difensore centrale dotato di un fisico da corazziere, che cerca di far valere nelle situazioni da palle inattive. ha giocato anche tra i professionisti con le maglie di Taranto, Mantova, Aversa e Marcianise. Tifoso sfegatato della Lazio, «quando ne ho la possibilità vado in curva», ha come idolo Alessandro Nesta ma anche, ci tiene a sottolinearlo, Dario Polverini (un paio di stagioni fa ha giocato nel Pisa): «Un amico, una splendida persona dagli atteggiamenti sempre positivi».

A Verbania ti sei trasformato in uomo assist fornendo due palle gol a Frugoli. Per te una veste inedita.

«Effettivamente non mi capita spesso. Sul primo gol ho visto Frugoli che si liberava bene e l’ho raggiunto con un lungo lancio, mentre sul secondo gol del nostro attaccante tutto è nato sugli sviluppi di un calcio di punizione».

Il Seravezza finora ha fatto più punti di tutti nel girone di ritorno: dove può arrivare la tua squadra?

«Vedremo con il passare delle giornate. Dobbiamo pensare a lavorare come abbiamo fatto finora e rimanere con i piedi per terra».

Veniamo a te. Come è nata l’avventura con il Seravezza?

«Avevo quasi chiuso con il Trastevere. Poi mi ha cercato il Seravezza, ho parlato con Vangioni che mi ha convinto a venire in Versilia. Una scelta che si è dimostrata giusta, perché ho trovato un ambiente da sogno. E poi c’era la possibilità di stare vicino a Carolina».

Un ambiente che ti ha aiutato a dimenticare la stagione di Anzio.

«Una brutta stagione con tanti cambi societari e culminata con la retrocessione. Una stagione che ho vissuto male, visto che ci ho sempre tenuto a giocare per la squadra della città dove sono nato».

Nel tuo passato anche una partecipazione al torneo di Viareggio con la Rappresentativa di serie D. Cosa ricordi?

«Una bella esperienza, senza dubbio. Uscimmo negli ottavi di finali contro il Genoa di Perin e Sturaro. Segnai anche un gol che mi fu annullato per fuorigioco».

Hai qualche rimpianto per non avere giocato più a lungo tra i professionisti?

«Nel calcio la meritocrazia non sempre paga. Sono comunque contento per quello che sono riuscito a fare e per i tanti amici che ho nel mondo del calcio». —

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