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Patron Carpita «Il mio Viareggio resterà grande»

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Viareggio. Ha lasciato che fossero prima gli altri a parlare (chi se n’è andato e chi è rimasto). Adesso tocca a lui. Giancarlo Carpita affronta ogni questione riguardante il (suo) Viareggio, di cui è presidente con l’orgoglio di sempre e motivazioni nuove. Verte tutto (o quasi) attorno alle partenze, destinazione Napoli, di Gori e Ramacciotti.

Presidente, è inevitabile partire da qui. Se l’aspettava?

«Rispondo con una battuta: non dovrò più stare attento alle loro maglie, talmente ricercate che sparivano di continuo dall’albergo quando eravamo in trasferta. Da adesso in poi non sarà più un mio problema».

E al di là delle battute?

«Io ciò che non posso mantenere, non lo prometto. In passato la società ha compiuto grossi sforzi per accontentarli, ma ora non c’erano più le condizioni per farlo. In ogni caso, trattenerli alle loro condizioni sarebbe stato moralmente sbagliato».

In che senso?

«C’è chi in questi anni si è allenato con rimarchevole impegno, pur giocando poco. Io devo pensare a questo, prima di tutto. Se oggi Gori e Ramacciotti sono dei fenomeni è anche grazie a noi che li abbiamo messi nelle condizioni di poter diventare tali. Non sempre l’hanno capito».

Ha avuto modo di parlare con loro?

«No. So che Gori si è interfacciato direttamente con Santini (l’allenatore, ndr). Nessuno è venuto da me, anche solo per dirmi come stessero le cose. Ma sai quanto mi interessa? Zero. Noi ricominciamo in un altro modo».

Ovvero?

«Con un gruppo colmo di ragazzi carichi, stimolati e più liberi mentalmente, sapendo che per loro il minutaggio sarà più ampio».

Suo figlio Andrea e capitan Marinai hanno invece deciso di restare.

«E ne sono davvero felice. Quella di Simone è stata la scelta di un ragazzo intelligente e maturo, che a quasi 32 anni pensa a costruirsi un futuro al di fuori del beach soccer. Ecco, loro due sono motivati e anche arrabbiati».

Tanti viareggini e quattro stranieri, tra cui Stankovic. Ma non doveva andar via?

«E’ stato lui a ricontattarci: ha ammesso che lo scorso anno non si era espresso al meglio per vari motivi. Sarebbe tornato volentieri, per darci ciò che ci aspettavamo da lui. E noi vogliamo riprovarci».

Il Napoli, traboccante di top-player, è la favorita indiscussa, sulla carta…

«Appunto, sulla carta. Anni addietro, il Milano ingaggiava un campione dietro l’altro e poi spesso rimediava delle clamorose sconfitte. Noi partiamo per fare una bella figura e pure divertirci. Di certo non rischieremo mai di perdere la faccia».

Di cosa ha bisogno il Viareggio per tornare a vincere?

«Di gente che creda nel gruppo e faccia il possibile per renderlo più forte. E non parlo di risultati. Gente come Lucas, ad esempio. Sulla sua permanenza non c’è mai stato il minimo dubbio, proprio per l'impegno e la professionalità mostrati durante tutta la passata stagione. Di fenomeni ne abbiamo costruiti 4, non ci fermeremo a loro».

Parteciperete alla Euro Winners Cup. Con quale obiettivo?

«Permettere ai ragazzi di confrontarsi in un contesto internazionale di altissimo livello. Non abbiamo certo l'assillo di conquistare il trofeo, come non lo avevamo quattro anni fa. Eppure sappiamo tutti come è andata a finire...» —

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di Redazione web