Sicurezza
Il momento magico di Francesca «Che gioia per il mio “triplete”»
La Baroni nel giro di un mese ha vinto il Master Cross, il Giro d’Italia di ciclocross e il titolo italiano under 23. «E ora voglio fare bene al mondiale in Svizzera»
BOZZANO. Un inizio di 2020 da urlo per Francesca Baroni che nel giro di una settimana ha conquistato prima il Giro d’Italia di ciclocross e poi il titolo italiano nella categoria under 23. Vittorie che sommate al successo nel Master Cross di metà dicembre vanno a formare un fantastico “triplete” che conferma la crescita della ventenne campionessa di Bozzano. Un trionfo arrivato appena una settimana dopo la conquista del Giro d'Italia.
Te lo aspettavi?
«In un certo senso sì, perché arrivavo da un mese di buone prestazioni che mi hanno dato fiducia anche se in una gara secca può succedere di tutto».
E infatti la tua è stata una gara tutta in salita fino dalle prime battute. Cosa è successo?
«Tutto è iniziato male fin dalla partenza, perché io necessito di avere il via con il gesto della mano. E invece non mi è stato dato correttamente così ho perso l’attimo per fare una buona partenza. Mi sono ritrovata intorno all’ottava posizione, ho iniziato a rimontare e nel momento in cui avevo appena ripreso le prime due mi è caduta la catena e per rimetterla a posto ho perso circa trenta secondi. Sono ripartita e sono riuscita a riprendere le prime due poi dopo avere tirato un po’ il fiato ho cercato di fare la differenza, riuscendoci all'ultimo mezzo giro».
Hai temuto di non riuscire a riprendere le avversarie?
«La calma non è il mio forte ma mi dicevo: tranquilla che le riprendi».
Quando hai capito che potevi vincere?
«All’ultimo giro quando ho ripreso Sara Casasola e sentivo di stare bene».
Hai fatto un giro record migliore anche delle atlete della prova elite. Che piazzamento pensi avresti potuto fare in quella categoria?
«Sarebbe stata una gara diversa ma guardando i tempi sarei arrivata seconda».
Che sensazioni hai provato per questo successo rispetto ai tricolori conquistati tra le junior?
«Tanta gioia e tanta emozione per la mia squadra. Penso che tra i tre successi sia stata la gara più bella per come si è svolta e per come ho reagito alla sfortuna».
A chi hai dedicato la vittoria?
«Alla squadra Selle Italia Guerciotti Elite, in particolare gli sponsor Selle Italia e Androni Giocattoli, alla famiglia Guerciotti, al ds Vito Di Tano, ai meccanici, a tutti quelli che mi supportano e mi sono stati di grande aiuto in un momento a me particolarmente difficile come Pino Toni poi i ragazzi della Medicina dello Sport di Viareggio (in particolare Junior, Tiziano, Nicola e Emiliano), Giuseppe Giannecchini, i medici Gianluca Carretta e Michele Gemignani, la Cicli Maggi di Forte di Marmi (in particolare Mauro, Matteo e Michele), Elena, la mia migliore amica e i miei genitori che mi seguono sempre da vicino».
A febbraio c’è il mondiale in Svizzera. Hai già visto il percorso? Quale piazzamento speri di poter fare?
«Non ho ancora visto il circuito di Dubendorf. Non ho ancora visto niente del percorso. Spero di riuscire ad entrare nelle prime dieci». —
Massimo Guidi
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