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Dalla Georgia all’Italia per giocare a rugby

Gabriele Noli
Dalla Georgia all’Italia per giocare a rugby

La bella storia di Sopio e Kristine, atlete dell’Union Versilia Ma ancora sono in attesa dei documenti per restare

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Viareggio. La signora Nina parla di Sopio e Kristine con gli occhi che brillano ed un sorriso senza confini. Una è sua figlia, l’altra no «ma è come se lo fosse». Per loro l’italiano è una lingua ancora sconosciuta eppure non importa, perché in campo sanno comunicare, confluenza di farsi capire, rispettare, valere. «Luca è una persona speciale, non so come ringraziarlo», afferma la signora Nina. Vuole che si sappia.

Il destinatario di quella gratitudine rimarcata più volte è Luca Cinquini, uno dei tecnici della sezione femminile del Rugby Union Versilia, dove Sopio e Kristine sono approdate la scorsa primavera su consiglio «di un’amica di Viareggio».

Nina Mangaladze si era trasferita in Italia per lavoro (prima Pisa, adesso Lerici). Da sola, staccandosi dal marito e dai tre figli, rimasti in Georgia. A Kutaisi, la seconda del paese per numero di abitanti dopo la capitale Tbilisi.

Sopio Skhulukhia, oggi 23enne, da bambina praticava arti marziali per poi “convertirsi” al rugby ai primordi dell’adolescenza. Kristine Shakhkuliani invece di anni ne ha quasi 21 – li festeggerà il 26 novembre – e alla palla ovale si è avvicinata molto più tardi, una volta smesso di giocare a calcio. E pensare che era davvero brava, al punto da debuttare neppure maggiorenne nella nazionale maggiore georgiana.

Sopio e Kristine erano venute in Italia per trovare la signora Nina: è bastato pochissimo per convincersi a non voler più tornare nel loro Paese. «Mio marito non sapeva che nostra figlia giocasse a rugby, glielo tenevamo nascosto. In Georgia domina la convinzione che sia uno sport per maschi. Adesso, comunque, lo sa», racconta la donna, che compresa la volontà di Sopio e Kristine di restare in Italia, a marzo 2018 ha dato il la alla complessa e logorante battaglia con la burocrazia per il rilascio dei documenti necessari. «Stiamo ancora aspettando», confida in un misto tra speranza e preoccupazione.

Le due ragazze, dopo una fugace esperienze con la formazione del Cus Pisa, sono passate al Rugby Union Versilia, concreto seguito del consiglio dell’amica viareggina della signora Nina. «Sopio e Kristine intendevano continuare a giocare, io cercavo una società dove potessero farlo. E’ stata una fortuna incontrare Luca e tutto lo staff, sono persone di cui mi fido anche se non sono presente fisicamente». Nina Mangaladze infatti lavora a Lerici, mentre le giovani vivono a Pisa ma si stanno organizzando per spostarsi in Versilia. Di norma partono da casa e raggiungono Viareggio in treno. Luca Cinquini le attende alla stazione per portarle al Campo del Sale a Pietrasanta (dove si allenano due giorni alla settimana) oppure a Campi Bisenzio, dove con le Puma disputano la Serie A grazie ad un accordo tra le due società. «All’inizio parlavano pochissimo, poi sono riuscite ad inserirsi bene in un contesto per loro del tutto nuovo. Si vede che a entrambe piace il rugby, altrimenti non sarebbero disposte a compiere certi sacrifici. E’ questa la soddisfazione maggiore», riconosce Cinquini.

I genitori di Kristine si mettono spesso in contatto con la signora Nina, chiedendo notizie della figlia. E ogni volta lei ripete. «Va tutto bene, le ragazze sono felici». Ora che possono giocare senza doverlo nascondere, anche di più. —

Gabriele Noli

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