Il Tirreno

Versilia

qui rossoblÙ 

Cinismo e concretezza Il Forte visto a Sandrigo non incanta ma vince

Gabriele Buffoni
Cinismo e concretezza Il Forte visto a Sandrigo non incanta ma vince

Rubio: «Contro il Sandrigo meno belli, però più efficaci Da adesso dobbiamo pensare solo all’Oliveirense»

3 MINUTI DI LETTURA







Una vittoria ottenuta con precisione e metodo, senza spavalderia né finezze nel gioco. Quello che è stato il tallone d'Achille del Forte dei Marmi nel suo momento di maggior crisi si è manifestato sulla pista di Sandrigo come punto di forza della squadra di Pierluigi Bresciani: la concretezza. Ne è un esempio la prestazione di Xavi Rubio, tra i migliori dei rossoblù: fondamentali i suoi interventi difensivi così come decisivo è stato il gol che ha aperto le marcature.

Rubio, a Sandrigo si è visto un Forte con un volto diverso: meno brillante in certi frangenti ma molto più concreto nelle occasioni sotto porta. Può essere una svolta dopo il lungo periodo in cui si lamentava poco cinismo in attacco?

«Siamo riusciti a renderci protagonisti di una prestazione di grande cinismo: sapevamo che il Sandrigo, al debutto in casa con il nuovo allenatore, avrebbe voluto dimostrare qualcosa al proprio pubblico e che quindi contro di noi avrebbero registrato una difesa particolarmente solida. Specialmente dopo la bella prova contro il Cgc Viareggio. Le occasioni quindi non sarebbero state moltissime, dovevamo riuscire ad approfittare di ogni opportunità: ci siamo concentrati solo su questo. Magari siamo risultati meno belli nel gioco ma l'importante sono i tre punti: un paio di mesi fa ci esaltavamo per il nostro gioco guardandoci allo specchio ma poi sbagliavamo dei gol a porta praticamente vuota. Dobbiamo guardare in faccia la realtà: c'è da capitalizzare quanto si crea in pista e no solo dedicarsi al bel gioco».

Importante sabato sera anche la gestione delle rotazioni: tanto lo spazio che hanno avuto in pista i più giovani.

«Abbiamo bisogno di poter contare anche su di loro: è un periodo in cui ci stiamo caricando molto di lavoro e sia in Italia che in Europa servirà essere sempre al massimo del nostro potenziale. Questo significa che tutti, anche i più giovani, sono chiamati a dare il loro contributo e bene fa il mister a dare loro spazio: serve che abbiano fiducia e consapevolezza e sono cose che si conquistano solo gettandosi nella mischia in questo tipo di partite».

Quella a Sandrigo si può ritenere una prova di maturità in vista della super-sfida a Oliveira de Azemeis che vi attende sabato prossimo?

«Per noi quella contro l'Oliveirense sarà una partita determinante. In Eurolega non possiamo più permetterci passi falsi, è come una sfida da "dentro o fuori" e non possiamo lasciare niente al caso: l'Oliveirense è una squadra costruita per vincere l'Eurolega, uno degli avversari più forti sul nostro cammino, ma dobbiamo appunto capitalizzare. Servirà il Forte migliore di questa stagione per poter sperare di tornare a casa con i tre punti: fino a questo momento il livello di intensità che ci servirà sabato siamo riusciti a mantenerlo soltanto a tratti nelle varie partite ma ora non basta più, dobbiamo riuscire a fare quel passo in avanti per essere per 50 minuti quel Forte che sappiamo di essere e che non sempre riusciamo a dimostrare in pista». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore