Sicurezza
Bertolucci contro Bertolucci La prima volta da rivali in panchina di Ale e Mirko
Una sfida in bilico tra ambizioni di Coppa Italia e salvezza, tre punti fondamentali in palio per entrambe le squadre. Eppure Sarzana-Correggio che questa sera alle 20.45 andrà di scena sulla pista ligure come posticipo dell’undicesima giornata del campionato di serie A1 è più di una sfida di hockey al cardiopalmo. È una sfida in famiglia: per la prima volta dopo 22 anni torneranno ad affrontarsi uno contro l’altro Alessandro e Mirko Bertolucci. La prima volta da “nemici” in panchina.
Quella volta a Vercelli. Era la stagione 1996-1997. Alessandro era al suo primo anno con la blasonata maglia del Vercelli, Mirko invece indossava quella del Bassano. «In Coppa vinsero loro - ammette Alessandro - ma in campionato, se la memoria non mi inganna, riuscimmo ad avere noi la meglio. Quel che mi ricordo di più però di quelle partite fu la sensazione davvero strana di affrontarlo in pista: trovarmi Mirko davanti come avversario, magari essere pure costretto a confrontarmi direttamente con lui, non mi veniva naturale. È la dura vita dello sportivo, si accetta e si dà il massimo per la propria maglia anche se dall'altra parte c'è tuo fratello».
«A Bassano rimasi solo quell'anno, dalla stagione successiva lo raggiunsi a Vercelli - racconta Mirko - e da allora non siamo mai più stati avversari in pista: Barcelos, Prato, Follonica, Reus Deportiu e poi l'ultima parentesi nel Cgc Viareggio, sempre insieme». Fino a stasera.
Derby in famiglia. «L'unico pensiero che davvero abbiamo è: come reagiranno i nostri genitori?». Una preoccupazione comune ad Alessandro e Mirko che, in questi giorni, hanno passato molto tempo insieme. «Ma senza parlare della gara - conferma Alessandro - solo dei nostri ragazzi della Pumas e delle giovanili del Sarzana, che curiamo insieme. È stato un weekend di relax».
La quiete prima della tempesta, verrebbe da dire. Eppure le emozioni più forti potrebbero non essere loro a provarle stasera. «Mi ricordo - racconta Alessandro - che babbo nel '97 ci disse, ridendo: "Comunque vada, io stasera non perdo". Mi auguro che se la goda anche stavolta: sia lui che mamma ci seguono sempre, sono sicuro che sarà molto più strano per loro che per noi vederci in pista uno contro l'altro».
«Però - aggiunge Mirko - sanno che io a Correggio e lui a Sarzana ci siamo trovati benissimo e siamo felici di quello che stiamo costruendo. Sono fiducioso che eviteranno di farsi vincere dall'emozione e si godranno la partita».
Una nuova sfida. Intanto però la sfida tra i fratelli Bertolucci di stasera avrà una sua unicità: è la prima volta che si affrontano come allenatori e non con i pattini ai piedi. «È un po' il mio grande rimpianto - ammette Mirko - mi sarebbe piaciuto affrontare Ale da giocatore e sono convinto che anche se ha 50 anni potrebbe ancora farsi valere per le qualità che ha. Sarà una sfida decisamente diversa tra noi ma non per questo meno emozionante. Anche perché la posta in palio per entrambe le nostre squadre è alta».
«Non scenderò in pista, ma i miei sanno come tenere a bada mio fratello - rivela Alessandro - su di lui in particolare li ho istruiti per bene in settimana, sanno che non devono lasciargli mai spazio per gestire la pallina».
Insomma, saranno 50 minuti di battaglia senza quartiere. E poi? «E poi ceniamo insieme - assicura Mirko - una bella mangiata per sotterrare l'ascia di guerra. Spero però che sia lui ad offrire e a farmi in complimenti per la vittoria». —
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