Gioco
Dal sogno dello scudetto all’incubo dei playout: ma oggi è vietato sbagliare
Le sconfitte contro Crema e Sassuolo hanno lasciato il segno, con Travaglia e Sonego c’è stata la svolta fino al 17 novembre quando è andato tutto storto
FORTE DEI MARMI. Sergio Marrai aveva messo a fuoco la prospettiva di dare un seguito alla Serie A1 dopo la fase a gironi ma in modo opposto a quello che si è invece concretizzato: i playout non erano certo uno scenario contemplato ancor prima che cominciasse il campionato. Gli ingaggi di Sonego e Travaglia, messi nero su bianco prima che i due tennisti si rendessero protagonisti di una stagione con più luci che ombre, avevano infatti benissimo reso l’idea delle ambizioni del Tennis Italia, che non vince il tricolore dal 2015 e non raggiunge la finale dal 2016. Da lì un progressivo declino, con la semifinale del 2017 (sconfitta con il Parioli al doppio di spareggio) e la permanenza diretta in A1 nel 2018 sigillata all’ultima giornata della fase a gironi.
E invece il playout, il cui ritorno si disputa oggi a Forte dei Marmi dopo il 3-3 dell’andata, rappresenta un brusco risveglio e porta con sé il pericolo di una retrocessione in A2 che avrebbe del clamoroso. Le sconfitte contro Crema e Sassuolo nelle prime due giornate del raggruppamento sono quelle che a conti fatti risultano deleterie. All’esordio di fronte al proprio pubblico i versiliesi si erano presentati in piena emergenza, costretti addirittura a schierare il capitano Matteo Marrai in mancanza di alternative. Era un momento, infatti, in cui Sonego e Travaglia giravano l’Europa per disputare tornei utili a migliorare la propria posizione nella classifica mondiale, mentre Donati si stava ancora riprendendo dall’infortunio al gomito.
Tra i tesserati rientrava anche Jannik Sinner: assolutamente impensabile, però, un impiego del nuovo prodigio del tennis azzurro nel periodo di maggiore ascesa. Perché, è doveroso precisarlo, la Serie A1 non porta punti al ranking Atp e dunque non può rappresentare una priorità assoluta per i giocatori, presenti solo quando disponibili. A Sassuolo addirittura il circolo versiliese si era trovato a dover regolare un singolare inserendo in formazione proprio l’indisponibile Donati nel tentativo di strappare almeno un pari.
Con Travaglia e poi Sonego tutto è cambiato, con tre successi consecutivi tra fine ottobre ed inizio novembre utilissimi per rovesciare la classifica, risalire dall’ultimo al primo posto e presentarsi a Siracusa con il vantaggio dei due risultati su tre a disposizione: sarebbe bastato, in sostanza, non perdere. E invece il 17 novembre è stato una giornata nefasta per il Tennis Italia, con Travaglia, Furlanetto, Mancini e (in doppio) Trusendi tutti sconfitti. Resettare e ripartire non è stato affatto agevole, ma Sergio Marrai lo ha ribadito più volte: salvarsi è possibile, a patto però di non commettere troppi errori che rischierebbero di rivelarsi fatali. — G.N.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google