Gioco
Calcio alla schiena dell’arbitro: squalificato fino al 2022
È un giocatore del Corsanico Il presidente Alessandro Crovara «Si è pentito subito del gesto Il ricorso? Lo farà il calciatore se lo riterrà opportuno»
corsanico. È stato squalificato fino al 6 maggio del 2022 il calciatore del Corsanico (formazione che prende parte al campionato Juniores del Comitato Provinciale di Massa) che sabato scorso durante la partita contro il Lido di Camaiore ha colpito con un calcio alla schiena l’arbitro. Ieri sul bollettino ufficiale c’è stato uno scambio di persona: la prossima settimana verrà comunicato il nome giusto del calciatore squalificato. Il presidente Alessandro Crovara si era subito scusato a nome della società con l’arbitro e con il pubblico presente. L’arbitro non è stato nelle condizioni psicofisiche per proseguire ed ha decretato la fine della partita, sul risultato di 1 a 0 per il Lido. Sul bollettino ufficiale il giudice sportivo ha inflitto la sconfitta per 3 a 0 al Corsanico.
«Ci tengo a sottolineare la correttezza in campo dei compagni e degli avversari» aggiunge Crovara. Sul bollettino ufficiale è riportato che «alla notificazione dell’espulsione (per doppia ammonizione) come occorsa al 21’ del secondo tempo, il calciatore, quando il direttore di gara gli mostrava la schiena (poiché atto a verificare le condizioni fisiche di altri giocatori) lo colpiva al dorso con un improvviso ed aggressivo calcio avente portata tale da procurare molto dolore che non consentiva all’arbitro di proseguire la gara. La lesione personale veniva attestata da referto rilasciato dal pronto soccorso dell’ospedale Versilia». La società non farà ricorso per la squalifica. «Solo nel caso che ci venga comminata una sanzione amministrativa. Il ricorso lo farà da solo il calciatore se lo riterrà opportuno, è venuto da noi quest’anno. Martedì sera ha riconsegnato la borsa si è pentito del gesto. Fra l’altro conosce con l’arbitro che è suo coetaneo, ha giocato a calcio assieme a lui. Ha commesso un gesto da non fare, ma l’ha capito. Voleva che l’arbitro intervenisse per sincerarsi delle condizioni di un compagno che era rimasto a terra in seguito ad uno scontro di gioco. Ha protestato con l’arbitro che l’ha ammonito per la seconda volta ed inevitabile c’è stata l’espulsione, ha perso la testa e l’ha colpito con il calcio». —
R.L.
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