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Biagini, il difensore che sa fare rete «Un gol in rovesciata non l’avevo mai fatto»

Massimo Guidi
Biagini, il difensore che sa fare rete «Un gol in rovesciata non l’avevo mai fatto»

Domenica una sua doppietta ha regalato al Lido di Camaiore la vittoria con il Monzone e il primato in Seconda Categoria 

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Gli attaccanti del Lido di Camaiore non hanno ancora preso bene le misure della porta avversaria. E allora a togliere le castagne dal fuoco di Fabrizio Monga ci pensa Lorenzo Biagini, regista della difesa dei “Cavallucci” che è già andato a bersaglio quattro volte in tre gare, tutte reti decisive. L’ultima proprio domenica scorsa con una doppietta al Monzone sceso al “Benelli” senza avere subito reti nelle gare precedenti. Da manuale del calcio il secondo gol con una rovesciata che ha mandato il pallone sotto l’incrocio dei pali, una prodezza da attaccante vero. Che Lorenzo si sia deciso a cambiare ruolo? «No. Ho sempre giocato da difensore fino da ragazzino – sorride – e finirò così. Ho segnato tante volte di testa – racconta Biagini – ma un gol così spettacolare non lo avevo mai realizzato. Vorrà dire che lo terra nella galleria dei ricordi calcistici più belli».

Ventinove anni compiuti nel luglio scorso, livornese di nascita ma lidese di adozione («avevo dieci anni quando la mia famiglia si trasferì a Lido di Camaiore») dopo i primi calci in gialloblù passa al Pisa dove rimane per cinque anni entrando anche nel giro della prima squadra collezionando anche una panchina in serie B, a Bologna, nella stagione che vedeva seduto sulla panchina nerazzurra Giampiero Ventura. Poi una buona carriera in serie D culminata con i due campionati consecutivi vinti con il Treviso con il quale ha esordito poco più che ventenne nell’allora serie C/2.

Pontedera, Turris, Civitanovese, Lucchese (altro campionato di serie D vinto), Civitanovese, Castelfranco Emilia poi Real Forte Querceta. Fino alla decisione, due stagioni or sono, di darci un taglio. Perché la decisione di fare del calcio solo un momento di divertimento?

«Avevo ventisette anni e fino a quel momento avevo fatto solo il calciatore. Mi era capitata l’occasione di iniziare un’attività lavorativa che non riuscivo a conciliare con il calcio ad un certo livello e seppure a malincuore decisi di privilegiare il lavoro. E ancora oggi ritengo che sia stata la scelta giusta».

Hai qualche rimpianto di non essere approdato in qualche categoria superiore?

«La serie C avrei potuto farla. E invece dopo i due anni di Treviso rimasi addirittura senza squadra».

Dopo la parentesi al Forte, la scelta di cui abbiamo già parlato. Con quale spirito sei sceso fino in Seconda Categoria?

«Volevo continuare a divertirmi con il calcio. All'inizio non è stato facile calarsi nella realtà della categoria soprattutto a livello mentale».

E ti sei scoperto anche goleador.

«Un inizio così non me lo aspettavo. Quanti gol voglio segnare? Non lo so. Intanto sto spaventando il mio amico Luisotti (bomber della Fortis Camaiore, ndr) che mi ha detto se voglio fargli concorrenza nel vincere la classifica dei cannonieri». —

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