Gioco
Francesca Baroni in rosa al Giro d’Italia di ciclocross «Un sogno che si realizza»
La campionessa di Bozzano si è conquistata la maglia di leader della classifica vincendo allo sprint la prima tappa di Ferentino
Viareggio. Francesca Baroni è tornata. Alla sua maniera, con una vittoria di forza nella prima tappa del Giro d’Italia di ciclocross che si è svolta domenica scorsa a Ferentino. La campionessa di Bozzano ha messo dietro, al termine di una volata mozzafiato, Sara Casasola che aveva abbordato l’ultima curva in testa ma che si è dovuta inchinare alla prepotente rimonta della guerriera della Selle Italia Guerciotti che l’ha superata proprio negli ultimissimi metri terminando a braccia alzate e larghe come quelle di un airone. Forse, chissà, a significare che il volo interrotto ad inizio anno per un infortunio è ripreso.
Una vittoria che serve a chiudere un periodo negativo e che le ha consentito di vestire il simbolo del primato: la maglia rosa.
Un sogno per ragazzi e ragazze che corrono in bicicletta e che si è fatto realtà per la ragazzina cresciuta nel mito di Ivan Basso e che qualche volta festeggia le vittorie impennando la bici alla moda del primo Sagan. «Una vittoria che voglio definire speciale perché mi ha consentito di vestire la maglia rosa del Giro d’Italia. Un’ emozione unica».
Ma nonostante la giovane età - compirà venti anni il prossimo 4 novembre - Francesca è abituata a tenere i piedi per terra. La vita le ha insegnato così. Piedi per terra ma mai darsi per vinta: da vera guerriera come è sempre stata fino da bambina quando iniziò a spingere sui pedali. «Se spero di mantenere la maglia fino in fondo? Siamo solo all’inizio e la competizione è lunga (l’ultima tappa si correrà a Pontedera la vigilia dell’Epifania 2020) e c’è ancora molto da lavorare».
Intanto proverà a mantenere il simbolo del primato dall’assalto di Casasola e delle altre già a partire da domenica prossima sul circuito di Corridonia dove si disputerà la seconda tappa della manifestazione.
E’ contenta Francesca e ne ha ben ragione dopo una stagione costellata da qualche infortunio di troppo che l’ha costretta a stare ai box, lontana dalle gare, il massimo della pena per un’agonista come lei. «Sono stata ferma per sette mesi – racconta – ed ho ripreso a gareggiare partecipando a qualche gara su strada per riprendere il ritmo con le corse. E’ stato un periodo difficile ed ecco perché subito dopo avere tagliato il traguardo di Ferentino ho voluto dedicare il successo a tutti coloro che mi hanno sostenuto. Loro lo sanno quello che ho passato».
Ma se la prima parte della stagione è andata, Francesca può pensare al finale di 2019 nel quale si spera possa recitare un ruolo da protagonista. «Non conosco ancora nel dettaglio i programmi del team ma parteciperò sicuramente agli appuntamenti più importanti in Italia a partire dalla corsa di domenica a Corridonia».
Ha in testa un obiettivo: «Dovrò lottare per cercare di guadagnare la convocazione per i campionati europei che si disputeranno in Italia, a metà novembre, a Silvelle di Trebaseleghe in provincia di Padova (dove nel 2017 vinse il suo secondo titolo tricolore tra le juniores ndr). Poi spero di fare anche qualche uscita all’estero che sarà subordinata alle mie condizioni fisiche che valuteremo gara dopo gara». —
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