Il Tirreno

Versilia

tennis: serie a1 a squadre 

Trusendi si candida per tentare l’assalto allo scudetto «Merito di giocare»

G.N.
Trusendi si candida per tentare l’assalto allo scudetto «Merito di giocare»

Il jolly del Tennis Italia vuol rovesciare le gerarchie  «Cercherò di mettere in difficoltà capitan Marrai»

3 MINUTI DI LETTURA





Forte dei Marmi. Non è affatto facile immedesimarsi in Walter Trusendi: ogni anno il Tennis Italia pianifica di schierare nella Serie A1 a squadre due giocatori di classifica buona, se non ottima. E lui, così visceralmente attaccato a quel circolo che considera legittimamente “casa”, si ritrova indietro nelle gerarchie, contemplando a malincuore il rischio di restar fuori, perché il regolamento impone che dei quattro che vanno in campo, almeno due siano under 30. E invece lo sviluppo del campionato determina altro. Tra infortuni, acciacchi o defezioni dei big causa concomitanza con i tornei Atp in chissà quale angolo di mondo, alla fine Trusendi un posto in formazione lo conquista (quasi) sempre e lui ricambia, portando in dote al circolo fortemarmino punti spesso decisivi, come quello dell’ultima giornata della fase a gironi dello scorso anno a Trento contro l’Ata Battisti, valso la permanenza diretta in A1 ad un Tennis Italia che, con gli innesti di Sonego, Travaglia e Sinner, può puntare a rivincere uno scudetto che manca dal 2015.

Trusendi, si riduce tutto a quella parola: “scudetto”?

«Intanto partiamo con l’idea di fare qualcosa in più del 2018, dove abbiamo corso il pericolo di retrocedere, salvandoci solo alla fine e questo non deve riaccadere».

Dunque accedere alle semifinali play-off, almeno…

«Le possibilità ci sono, il potenziale pure. Il nostro è un girone di media difficoltà, prevedo grande equilibrio. Crema è la squadra con le maggiori ambizioni, ha preso Lorenzi non per caso. Sassuolo sarà ostico, specie per la superficie. Siracusa è una neopromossa con giovani interessanti. Scordiamoci di incontrare avversari scarsi».

Cosa si attende dal Tennis Italia con Sonego, Travaglia e Sinner?

«Una formazione competitiva, senza il minimo dubbio. Sonego lo conosco benissimo, è un combattente nato, di quelli che in campo danno tutto. Mi sono permesso di suggerirne l’ingaggio a patron Sergio Marrai. Mi ha ascoltato e ne sono felice. Anche su Travaglia il giudizio è positivo: dispone di un potenziale di rilievo».

E da se stesso?

«Sono a disposizione del capitano (Matteo Marrai, ndr), spero di metterlo in difficoltà. L’anno scorso credo di aver disputato il miglior campionato della mia carriera, non faccio il falso modesto: so di essere stato determinante per la salvezza della squadra, vincendo con avversari, in base al ranking, più forti. Io vorrei giocare, sento di meritarlo».

Se qualche giornata restasse fuori, invece?

«Sarò a bordo campo a sostenere i compagni, i più giovani in particolare. Voglio che il nostro sia uno spogliatoio compatto, immune a qualsiasi forma di personalismo. I numeri 1 e 2 (i più esperti) sono quelli che devono lasciare il segno. La sconfitta ci può stare, nel tennis non si pareggia, o si vince o si perde, ma tutti devono sporcarsi per bene le mani, dimostrare attaccamento, anche per le persone del circolo il cui lavoro è prezioso, pur notandolo poco».

Ci tiene davvero lei al Tennis Italia...

«Rappresentare questo circolo per me è orgoglio, responsabilità e emozione, tutto assieme. Ogni volta è come se fosse la prima. Quando giochiamo in casa i bambini mi dedicano cori a profusione, significa che qualcosa sono riuscito a trasmetterlo. Chi partecipa ad un campionato a squadre lo deve fare senza pensare né ai soldi, né a se stesso. Mai». —

G.N.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web