Gioco
Il sogno del Viareggio ’86 «Che emozione tutto quel tifo»
L’allenatore Marco Meini racconta il debutto vincente nel torneo di 2ª Categoria «Alzare l’asticella e puntare in alto? Faremo del nostro meglio, ma è dura»
Al triplice fischio dell’arbitro, Marco Meini è corso ad abbracciare Emanuele Triglia, il suo fido secondo. Eppure Meini, 34 anni, viareggino, allenatore del Viareggio 86, è uno abituato ai successi. Da calciatore con inizi da centrocampista e finale da attaccante ha vinto due campionati di Seconda Categoria con lo Stiava e da allenatore ha iniziato portando alla vittoria il Bargecchia sia nella Coppa Provinciale che in quella Toscana e poi lo scorso anno, alla seconda stagione sulla panchina della squadra cara al presidente Giuliano Tomei, ha centrato il “triplete”: campionato di Terza Categoria, Coppa Provinciale e Coppa Toscana.
Ma il successo vale doppio perché non è mai facile vincere all’esordio in una nuova categoria soprattutto quando poi rappresenti la squadra della tua città, visto che lo zoccolo duro della tifoseria viareggina ha chiaramente manifestato le sue preferenze.
Quanto avete sentito la responsabilità di rappresentare la squadra di Viareggio?
«Sono viareggino ed ho giocato diverse stagioni nelle giovanili delle zebre. E dunque è inutile stare a negare che un po’ di pressione la sento. Ma cerco di non trasmetterla troppo ai ragazzi, anche perché molti di loro sono all’esordio in questo campionato».
Cosa hai detto ai tuoi ragazzi prima dell’inizio della gara?
«Ho detto che il fatto che ci fosse tanta gente ci doveva fare solo piacere, che non doveva essere motivo di apprensione ma che dovevamo cercare di fare quanto meno una buona prestazione per tutti quelli che erano venuti al Basalari».
Qual è il vostro obiettivo?
«Salvarci il prima possibile. Non lo dico perché lo dichiarano tutti, ma è la realtà».
E se ci fosse da alzare un po’ l’asticella?
«Ti ripeto: noi cercheremo di fare del nostro meglio coscienti che però ci sono almeno cinque formazioni che sono al di fuori della nostra portata».
Anche se tu sei abituato a vincere...
«E’ vero ma so anche capire quali sono i nostri limiti».
Raccontaci la Meini story.
«Dopo avere giocato con allievi e juniores del Viareggio, ai tempi della Ese, con qualche panchina in prima squadra ho giocato in serie D: nel Versilia allenato da Maddaloni poi Stiava, Massarosa, Bozzano e Piano di Mommio. Ma ho smesso assai presto per problemi alla schiena».
E come nasce l’idea di passare sulla panchina?
«Più che mia è stata un’idea di Paolo Bartolini il nostro attuale diesse. Era al Bargecchia in quella veste e decise di affidarmi la squadra con la quale abbiamo sfiorato subito la promozione vincendo due coppe».
Quanto ti piace allenare?
«Come detto sono diventato allenatore quasi per caso ma devo dire che è un ruolo che mi piace».
Quindi ti piacerebbe salire di categoria magari proprio con il Viareggio?
«Un bel sogno. Ma prima vengono famiglia e lavoro». —
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