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Dalla Russia all’azzurro: giramondo Ramacciotti ha ancora fame di trofei

G.N.
Dalla Russia all’azzurro: giramondo Ramacciotti ha ancora fame di trofei

A breve la nuova sfida di coppa con il City di San Pietroburgo Ma lo sguardo è già al Mondiale: «Andiamo per vincere»

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viareggio. Un incessante girare per il mondo: appena di ritorno (ma senza medaglia) dal Portogallo, dove con l’Italia si è classificato quarto alla Euro League, Dario Ramacciotti a breve partirà per la Russia, dove con il City di San Pietroburgo parteciperà alla coppa nazionale. E poi a ottobre ancora in viaggio, di nuovo con l’azzurro addosso, stavolta fuori continente, a Doha, Qatar, per gli World Beach Games, l’ultimo tagliando per la competizione nella quale cercherà di conquistarlo, il mondo.

Ad Asunción, in Paraguay, dal 21 novembre al 1º dicembre le migliori 16 nazionali del globo si affronteranno «e noi – dice Ramacciotti – ci andremo per vincere il titolo, provarci almeno. È indispensabile, però, che tutti siano al 100%: in quel caso potremo davvero avere buone possibilità». Si riferisce a Gabriele Gori, che per infortunio ha dovuto saltare i Giochi del Mediterraneo su spiaggia, dove comunque l’Italia è riuscita a mettersi al collo l’oro e la Super Final di Euro League, con un quarto posto finale accompagnato da qualche rimpianto. «Parliamo di un giocatore che in quattro partite garantisce almeno 8-10 gol. E quando lui non c’è, tocca agli altri segnarli». Nella sconfitta 8-6 con il Portogallo, che ha sbarrato ogni chance di finale continentale agli azzurri, Ramacciotti si è concesso addirittura una tripletta, pur essendo deputato anzitutto a difendere, più che attaccare. Delusione che non cancella l’orgoglio per aver vinto i Giochi del Mediterraneo su spiaggia con la fascia di capitano al braccio, complice la mancanza di Corosiniti. «È sempre una responsabilità e un’emozione rappresentare la propria nazione». Uno dei punti più alti di una stagione di fatto ancora nel vivo. «Sfrutteremo gli World Beach Games per arrivare nelle migliori condizioni possibili al Mondiale. È un anno davvero impegnativo, considerate le tantissime competizioni in calendario. A livello personale il discorso è relativo, essendo rientrato a luglio (a marzo aveva deciso di ritirarsi, salvo poi cambiare idea)». C’era anche lui, in campo, nella finale della Serie A di Catania contro la Sambenedettese, lo scorso 11 agosto, persa dal Viareggio a 39 secondi dalla fine e con essa lo scudetto. «A ripensarci fa male, indubbiamente. Ma l’annata non è fallimentare. Siamo riusciti a valorizzare ragazzi che prima giocavano poco. E poi in Italia tanti club investono cifre ingenti e spesso faticano ad ottenere risultati. Dobbiamo essere contenti». —

G.N.

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