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euro league di BEACH SOCCER 

Tre punti d’oro per Ramacciotti & C. la finale è vicina

G.N.
Tre punti d’oro per Ramacciotti & C. la finale è vicina

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VIAREGGIO. Quel pallone che Paolo Palmacci ha schiaffato in rete a sei secondi dalla fine potrebbe non aver deciso soltanto la partita contro l’Ucraina, ma l’intera Super Final di Euro League di beach soccer, cominciata dall’Italia con un successo (5-4) maturato, appunto, sui titoli di coda. E considerato che delle quattro squadre che compongono il girone 2 in finale ne approda soltanto una – la vincitrice – questi tre punti possono assumere una rilevanza inestimabile, a patto però di non rovinare tutto oggi contro la Turchia (ore 16,30) e domani con il Portogallo (ore 19).

Emmanuele Zurlo era consapevole di avere una grande responsabilità: farsi carico dell’attacco azzurro in mancanza del fuoriclasse Gabriele Gori (per quanto Fabio Sciacca si continui a dimostrare una validissima alternativa). E l’attaccante del Catania non poteva scegliere occasione migliore. La gara di ieri l’ha di fatto decisa lui, con una tripletta a cui sono seguiti il gol del capitano Corosiniti e soprattutto quello di Palmacci quasi al fotofinish. L’Ucraina si era portata avanti con Makeiev appena 15 secondi dopo il fischio d’inizio, prima di subire gli effetti del ciclone “Zurlo”. L’Italia del ct Del Duca non ha però saputo gestire a dovere il doppio vantaggio, subendo la rimonta avversaria con Shcherytsia e Voitenko. E così la frazione centrale si è chiusa sul 3-3, preludio ad altri dodici minuti pirotecnici: allungo azzurro con Corsoniti, abile a ribadire in rete dopo essersi fatto respingere il rigore, vanificato però dall’autogol di Ramacciotti.

Quando lo spettro dell’overtime sembrava assumere forma sempre più concreta, Palmacci ha spezzato definitivamente l’equilibrio, regalando il successo ai suoi. Giocare senza Gori si è rivelato complicato, come si presumeva, ma la nazionale è scesa in campo come fosse un corpo unico ed è proprio tale atteggiamento che ha inciso sul risultato. Servivano quattro vittorie per confermarsi campioni d’Europa. Adesso tre. Non sarà tanto, ma qualcosa, sì. —

G.N.

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