Il lutto
Squadrilli: troppi errori nel gestire la squadra ma il Viareggio merita il ripescaggio
Il presidente parla di accanimento verso il club bianconero «Io squalificato per le vertenze di giocatori che non conosco»
Il presidente del Viareggio 2014, Pier Vincenzo Squadrilli, giudica ingiusta la squalifica di otto mesi che ha subito da parte del Tribunale federale nazionale della Figc (più una sanzione di 1700 euro alla società con penalizzazione di tre punti da scontare in campionato, sempre che il club bianconero lo disputi un campionato). Lo spiega alla vigilia della riunione del Collegio di Garanzia del Coni - in programma lunedì - che dovrà discutere il ricorso presentato dal Viareggio contro la mancata iscrizione al campionato di Eccellenza. «Vorrei puntualizzare che sono stato trattato come avessi commesso chissà quale reato - dice Squadrilli - otto mesi mi sembrano eccessivi. I giocatori che avevano presentato vertenze per il mancato pagamento delle loro spettanze io non li conosco neppure, perché non facevano parte della nostra rosa. Si tratta di giocatori che appartenevano alla passata gestione. Nicholas Guidi l'ho saldato personalmente, come pure Nicola Lamioni e Federico Andreani che sono stati pagati. La Figc sostiene che sia avvenuto dopo i termini prescritti, in tal caso abbiamo presentato un ricorso e vedremo come finirà».
I problemi non finiscono qui: la dirigenza bianconera deve fare i conti con la procura federale che ha aperto un fascicolo sulla posizione irregolare di un giovane che aveva preso parte alla Viareggio Cup. «Anche in quel caso - afferma Squadrilli - non capiamo il senso della vicenda. Il calciatore minorenne è stato tesserato con la dichiarazione dei genitori, solo dopo che ha giocato due partite è emerso che non sarebbe stato in regola. Ma allora chiedo, perché la Figc lo ha tesserato. Siamo stati interrogati io, il segretario Riccardo Dini e l'allora responsabile del settore giovanile Gian Maria Lertora, oggi dg della neonata Virtus Viareggio. Anche in questo caso se ci arrivasse una squalifica non la riterrei giusta. In tutto questo vedo un certo accanimento verso il Viareggio 2014 e non capisco il motivo. Siamo arrivati rilevando una società che non era interessata a nessuno fino a quel momento. Sono stati commessi errori, questo è innegabile, soprattutto dal punto di vista sportivo. Personalmente mi occupavo della parte amministrativa per cercare di sanare il bilancio, la parte sportiva che era delegata ad altre persone è stata un fallimento. Quando si arriva in un posto nuovo non si può subito cambiare tutto come è stato fatto. C'era un allenatore, Luigi Pagliuca, che aveva fatto bene, è stato inutile esonerarlo, dovendo poi pagare sia lui che gli altri, con i risultati sportivi che sono davanti agli occhi di tutti. Ci sono stati inoltre dei comportamenti di alcuni calciatori che non ho gradito, erano sempre sui social e con il telefonino in mano. C'era bisogno di concentrazione e invece l'ultima parte della stagione è stata davvero negativa. I tifosi poi sono andati contro Edoardo Lazzarini, solo perché era figlio del proprietario, mi sembrava che fosse invece uno tra quelli che potevano portare esperienza e visti gli attacchi è tornato a Roma. Adesso vediamo cosa succederà lunedì. La Figc dopo avere preso i soldi e i documenti cartacei dell'iscrizione all'Eccellenza ha detto che non andava bene e che andava fatta via telematica: perché non hanno rifiutato i soldi? A questo punto reintegrarci come 17ª squadra sarebbe quello che meriteremmo». Intanto però il titolo del Viareggio 2014 rischia di scomparire dopo appena cinque anni. —
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