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Ramacciotti e compagni si confermano campioni ai giochi del Mediterraneo

Ramacciotti e compagni si confermano campioni ai giochi del Mediterraneo

Il dominio della nazionale azzurra a Patrasso è stato netto come  quello di quattro anni fa sulla spiaggia di Pescara. Unico neo: l’infortunio di Gori

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VIAREGGIO. Patrasso come Pescara. Quattro anni dopo, è ancora oro. Ai Giochi del Mediterraneo su spiaggia il dominio della nazionale di beach soccer rimane incontrastato. E così i tre viareggini – Andrea Carpita, Simone Marinai e Dario Ramacciotti – possono aggiungere al loro palmares un’altra medaglia. Tra loro, stavolta, non c’è Gabriele Gori. I malanni al ginocchio destro lo hanno costretto a dare forfait e tornarsene a casa. Mancherà pure per la Super Final di Euro League al via da giovedì a Figueira da Foz, in Portogallo. Una perdita gravissima. Non a Patrasso, evidentemente, dove gli azzurri allenati da Emiliano Del Duca si sono confermati campioni battendo nella finalissima proprio i lusitani. 7-5 il risultato, happy end di una partita strana, dominata nei primi dodici minuti (cinque a zero il parziale) e poi però caratterizzata nel suo sviluppo dal tentativo di rimonta del Portogallo, sventato dall’Italia nella frazione intermedia (7-2) e, pur con qualche apprensione in più, nell’ultima.

Tre ori dal 2015 ad oggi, sommando ai due dei Giochi del Mediterraneo su spiaggia quello della Euro League del 2018. Provare a riconfermarsi, tra una settimana, sarà dannatamente complicato, perché le avversarie non saranno le sin troppo morbide Libia e Albania, ma – almeno all’inizio – Ucraina e Turchia, oltre al Portogallo.

Ci sarà modo per pensarci, intanto è legittimo godersi il trionfo sulla sabbia greca, reso possibile dalla quaterna di Fabio Sciacca nella gara decisiva. Lui che vanta trascorsi in Serie A aveva il non semplice compito di sostituire Gabriele Gori. A Patrasso ci è riuscito alla grandissima. Il resto è stato opera di Emmanuele Zurlo, Pietro Palazzolo ed il viareggino Simone Marinai, riferimenti di un gruppo privo nel torneo non soltanto di “Tin-Tin” ma pure del capitano Corosiniti, Palmacci e Del Mestre, tenuti a riposo da Del Duca in vista dei prossimi (imminenti) impegni. La fascia al braccio se l’è messa Dario Ramacciotti, tornato a giugno dopo aver pensato e inizialmente deciso di abbandonare il beach soccer. Del suo carisma ce n’era bisogno in abbondanza, non l’ha fatto certo mancare.

Come Andrea Carpita, promosso titolare tra i pali e spesso determinante con interventi risolutivi. Si sta prendendo tutte le soddisfazioni negategli in passato. Se le merita. Come Simone Marinai, un gol su tiro libero ieri a impreziosire su standard come al solito elevati.

Da giovedì la fase finale della Euro League (sarà necessario chiudere al primo posto il raggruppamento per approdare in finale), a ottobre gli World Beach Games e a novembre i Mondiali. La prospettiva di vincere è allettante e concreta. Certo, senza Gori (almeno per la prima delle tre competizioni) servirà uno sforzo maggiore, ma questa nazionale ha ampiamente dimostrato di saper far fronte a avversità di ogni genere, anteponendo il “noi” all’“io”.

Quella di Patrasso è, se vogliamo, anche la vittoria del Viareggio, di Stefano Santini mentore ancor prima che allenatore e di Giancarlo Carpita, presidente tutto d’un pezzo, la cui gioia è la stessa del figlio Andrea e degli altri ragazzi del Muraglione. —

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