Gioco
Quando Felice Gimondi infiammava anche la Versilia
Nel 1973 fece sua la cronometro Forte-Viareggio davanti a Ritter e a Merckx Così si rifece del secondo posto dietro il Cannibale al Gp di Camaiore del ’71
Per dirla alla Giorgio Faletti: andare a caccia di ricordi non è un bell’affare, perché i brutti non si possono cancellare e quelli belli non si possono catturare. Catturare è impossibile, ma farli riemergere dalla memoria è affare che si può fare. E sicuramente saranno tanti i ricordi affiorati dai meandri della memoria degli appassionati di ciclismo che hanno superato la cinquantina, dopo avere appreso al tramonto di venerdì scorso la notizia della scomparsa di Felice Gimondi. E che magari hanno trepidato per le imprese del campione bergamasco, uno dei fantastici sette capaci di vincere Tour, Gior e Vuelta.
Anche in Versilia Gimondi ha lasciato traccia sia come uomo che come atleta, vincendo una cronometro con un podio da leggenda, proprio come quella in cui entra di diritto l’uomo che seppe tenere testa allo strapotere di Eddy Merckx, il Cannibale. È il 4 giugno 1973 e per il secondo anno consecutivo il lungomare della Versilia è suggestivo scenario di una cronometro di 37 km, che da Forte dei Marmi porta i corridori fino a Viareggio, per poi ritornare al Forte. Il giorno prima “Kociss” Rodriguez ha vinto la Firenze-Forte dei Marmi battendo allo sprint Basso e De Vlaeminck. Ma l’attesa è tutta per la crono del giorno seguente. Merckx è maglia rosa fino dalla prima tappa (e la terrà fino alla fine, terzo nella storia dopo Binda e Girardengo) ed è il grande favorito. Già l’anno prima ha battuto Gimondi in una delle due manches della prova contro il tempo. Esperimento quello della doppia prova che rimarrà unico nella storia del Giro. Quel 4 giugno Felice Gimondi coglie la rivincita. La prova si corre in mezzo a due ali di folla difficile da quantificare (si parlerà addirittura di 200 mila persone) ed il campione bergamasco mette tutti in fila, tra il tripudio del pubblico in un ordine d’arrivo da campionato del mondo di specialità che a quei tempi non esisteva ancora. Secondo ad oltre venti secondi è infatti Ole Ritter, non uno qualsiasi, ma l’uomo che detiene il record dell’ora. Terzo più indietro Merckx. L’asso belga come detto vincerà l’edizione del Giro, ma quel giorno i riflettori sono tutti per Gimondi. Un ricordo indimenticabile. Come quelli di Giovanni Fontanini, deus ex machina del fu Gp ciclistico di Camaiore (dove Gimondi era arrivato secondo, manco a dirlo dietro Merckx, nel 1971) che ha avuto modo di conoscere Gimondi.«L’ho incontrato tante volte alle riunioni della lega ciclismo. Un vero signore. Lo invitammo poi a Camaiore a ritirare il Premio Sport nel 1995 per conto della Bianchi, della quale era il presidente, e che quell’anno festeggiava i 110 anni dalla sua fondazione. L’ultima volta l’ho incontrato due anni fa a Lido di Camaiore quando venne a presentare il suo libro “Felice Gimondi da me in poi” scritto a quattro mani con Maurizio Evangelista». —
Servizi a pag. 15
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