Gioco
Il Viareggio sciupa tutto nel finale, lo scudetto vola a San Benedetto
I bianconeri, sempre avanti, si fanno sorpassare a 39 secondi dalla conclusione e regalano il tricolore ai marchigiani
VIAREGGIO. Non essere mai stati in svantaggio sino a 39 secondi dal termine conta zero. Zero, come i trofei vinti dal Viareggio nel 2019. La verità farà anche male – lo fa, davvero, eccome – ma celarla con frasi di circostanza sarebbe inutile e fuorviante. . Lo scudetto del beach soccer va alla Sambenedettese, ma è come se i bianconeri gliel’avessero regalato con due tiri liberi nel terzo ed ultimo tempo inevitabili conseguenze di altrettanti falli ingenui, soprattutto il secondo, quello di Stankovic, appunto, a 39 secondi dall’epilogo. Che per buona parte della finale disputata a Catania sembrava potesse vedere la formazione di Santini dalla parte di chi vince, non di chi perde. Due volte in doppio vantaggio e poi ritrovarsi beffati. Eccola, la parabola di una gara cominciata bene con la rovesciata di Gori e proseguita ancora meglio, perché dopo il tiro libero di Moran, “Tin-Tin” ha colpito ancora in rapidissima sequenza, con un tiro libero dalla lunga distanza e un’altra sforbiciata. 3-1 e primo allungo vanificato dall’acrobazia del solito Moran in coda alla frazione d’apertura.
Strappo definitivamente ricucito dalla Sambenedettese in avvio di frazione centrale con il diagonale di Addarii. E poi, da lì, una prolungata fase di pericoli mai concretizzati e perdurante equilibrio sino all’8’, momento in cui Bruno Xavier si è presentato sul dischetto per trasformare, di forza, il rigore del nuovo sprint del Viareggio, reso più netto dalla zampata ravvicinata di Remedi. Pure stavolta, però, reazione immediata dei marchigiani agevolata dallo sfortunato autogol di Gori: a 12 minuti dalla fine, bianconeri avanti 5-4, condizione ancora ideale per il progressivo avvicinamento ad uno scudetto che sembrava potesse comunque prendere concretamente forma. Sembrava, appunto. Perché nel terzo tempo la formazione di Santini ha quasi azzerato la propria produzione offensiva, badando perlopiù a gestire il vantaggio.
Anche strenuamente, quando la Sambenedettese ha alzato ritmo e baricentro, provando ad insidiare in ogni modo Carpita. Eppure il portiere bianconero solo di rado si è dovuto superare per non farsi infilare. A meno di tre minuti dalla fine, però, il Viareggio si è autosabotato, con i rossoblù di Di Lorenzo pronti e bravi ad approfittarne: il tiro libero di Moran è valso la parità (5-5). Premessa per una nuova partita dentro la partita, magari con il prolungamento all’overtime. Anche in questo caso, impressione ingannevole: a 39 secondi, il fallo di Stankovic su Jordan che aveva provato ad aprirsi una luce per poi calciare: altra punizione, da lontano ma neppure troppo. Rincorsa, tiro, gol. La Sambenedettese ha messo per la prima volta la testa fuori dall’acqua. È il quando, che importa, in questi casi.
Il tentativo di Gori e compagni di sfruttare il pochissimo tempo a disposizione per pareggiare si è rivelato vano. Lo scudetto se lo sono preso i marchigiani, idealmente consegnato da una squadra che si presumeva essere troppo esperta per commettere errori tanto gravi. Non abbastanza, evidentemente. —
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