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Ventura: ciao Cgc, vado al Trissino «Dato sempre il massimo per voi»

Angelo Cupisti
Ventura: ciao Cgc, vado al Trissino «Dato sempre il massimo per voi»

Il fuoriclasse portoghese si accasa in Veneto nella squadra dell’amico Sergio Silva «Non potrò mai dimenticare le lacrime dopo la sconfitta con il Forte dei Marmi»

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È ufficiale: Reinaldo Ventura è del Trissino. Mancava l’ufficialità, ma lo si sapeva da tempo che il fuoriclasse portoghese, nel prossimo campionato di A1, avrebbe indossato la maglia del club vicentino.

Bisognava rispettare la scadenza del contratto con il Cgc, ma tramite i social la notizia del trasferimento è diventata ufficiale e allora abbiamo chiesto al campione lusitano le motivazioni che lo hanno portato a giocare nella squadra guidata, dal prossimo anno, dal connazionale Sergio Silva: «Poco prima dell’inizio dei playoff scudetto il presidente Palagi ci ha detto che potevamo ritenerci tutti liberi, sia io come gli altri miei compagni. La società stava attraversando un momento difficile – prosegue Ventura – ma ho deciso ugualmente di aspettare, ovviamente fino ad un certo punto. Solo dopo la gara tre vittoriosa con il Breganze mi ha cercato Silva che, sapendo cosa era successo, mi ha detto che mi avrebbe voluto a Trissino proprio per l’esperienza che potevo dare alla sua nuova squadra in questa sua nuova avventura italiana. Gli ho risposto che ero ancora un giocatore del Centro e che avevo ancora un anno di contratto da rispettare. Ne ho riparlato con la società, che però mi ha confermato che non poteva tenermi per un’altra stagione e, pensando anche alle necessità della mia famiglia, ho scelto Trissino perché Sergio Silva è davvero un amico. Praticamente è la stessa cosa che mi è successa quando andai al Barcelos dove ritrovai Paulo Freitas, mio compagno quando militavo nel Porto».

Ventura lascia bellissimi ricordi al Centro e ai suoi tifosi e ci tiene a sottolineare il suo amore per la maglia bianconera: «Lascio Viareggio a testa alta, consapevole di aver lottato nell’interesse della squadra. Credo che nessuno lo possa mettere in discussione – conclude il campione portoghese – e mi dispiace solo per non avere vinto qualcosa. Non potrò mai dimenticare il volto, la delusione e le lacrime di Nicola, Nando e Leo (capitan Palagi, Montigel e Barozzi, ndr) visto nello spogliatoi del Forte dei Marmi al termine della gara cinque».

I tifosi, gli appassionati di hockey salutano Ventura dopo una stagione indimenticabile, dove tutti hanno sognato di fronte alle sue gesta e hanno potuto prendere atto della grandissima professionalità e, sopratutto, delle sue qualità umane. Lo facciamo anche noi che, personalmente, lo conosciamo da oltre vent’anni anni da quando Andrea, indimenticato padre di un altro campione, Alberto Orlandi, che ebbe l’opportunità di giocarci insieme nel Porto, ce ne offrì l’occasione, di fronte ad un prelibato piatto di “percebes”, piatto tipico a base di buonissimi crostacei della zona nord del Portogallo. —



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