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Il sogno iridato di “Tin-Tin” Gori «Voglio vincere questo Mondiale»

Gabriele Noli
Il sogno iridato di “Tin-Tin” Gori «Voglio vincere questo Mondiale»

Il bomber pronto per un’altra estate da protagonista «Ancora tre anni a Viareggio come Ramacciotti? Vedremo»

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L’inchiostro che viaggia sul braccio sinistro (“Ogni tatuaggio è un pensiero per mio figlio Cristian”) risalta quanto i numeri da record di Gabriele Gori. Eppure non c’è corrispondenza tra i trofei vinti ed i titoli di capocannoniere, l’ultimo alla Euro Winners Cup, prima della tappa inaugurale della Serie A disputata al Beach Stadium “Matteo Valenti” con un tris di vittorie per il Viareggio e 9 reti per “Tin-Tin”. Ventisei, invece, quelle siglate da “Tin-Tin” nella versione su spiaggia della Champions League, dopo – andando a ritroso - le 10 in Coppa Italia (col Viareggio), le 12 nelle qualificazioni agli World Beach Games e le 11 alla InterCup, queste due con la Nazionale. Ciò significa quattro volte re dei bomber in altrettante competizioni nel 2019, 68 gol nell’anno solare, l’11% di un totale che, tradotto in cifra, dà come risultato 617.

Arriverà a quota 1000?

«Ne mancano quasi 400, sono troppi. Onestamente non credo di riuscirci e comunque non è la mia priorità».

Ritiene di essere il migliore al mondo?

«No. So quanto posso valere e i vari riconoscimenti mi lusingano, ma ci sono giocatori più completi: Llorenc nel 2018 ha vinto il Pallone d’Oro con merito. Una candidatura, però, credevo di meritarla, quello sì».

Tre vittorie su tre nella prima tappa di Serie A. Senza scudetto sarà un anno negativo, non crede?

«Ritengo anzitutto che i nostri stranieri siano fortissimi, ma va dato loro tempo di inserirsi nei meccanismi di squadra, comprenderli. In Coppa Italia ciò non è stato possibile. Da uno come Stankovic posso imparare molto, Bruno Xavier è in grado di farmi segnare il doppio, se affiniamo l’intesa, Lucas è un altro gran giocatore».

E poi è tornato Ramacciotti…

«Non so quante volte gli ho telefonato per provare a convincerlo a cambiare idea. E alla fine, per fortuna, è andata così. Il suo valore è indiscutibile, farà comodo tanto al Viareggio quanto alla Nazionale».

A proposito di Ramacciotti: lui ha sposato il progetto triennale del Viareggio. Lei?

«Io penso al presente, ovvero a provare a vincere lo scudetto. Quest’anno ho deciso di rimanere nonostante le diverse proposte ricevute. Avevo dato una parola alla dirigenza e sono felice di mantenerla. Per il futuro, vedremo».

Il 2019 è un anno denso di appuntamenti con la Nazionale. Cosa c’è in cima alla lista dei desideri?

«Il Mondiale. Vincerlo sarebbe l’apice, dopo i due quarti posti nel 2015 e 2017. Ma prima dobbiamo qualificarci e non sarà facile. E poi tentare di difendere il titolo europeo». —

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