Tre viareggini per uno scudetto... azzurro
Fazzini, nipote dell’ex capitano di Coppa Davis di tennis, titolare nell’Empoli tricolore e convocato nella nazionale under 16
In casa è stato cresciuto a pane e…tennis. E non poteva essere altrimenti con un nonno come Giorgio Fazzini, personaggio di primo piano nel panorama tennistico nazionale, ex capitano non giocatore di Coppa Davis degli anni sessanta del secolo scorso, nonché organizzatore di uno dei più grandi tornei in terra battuta che, sempre in quegli anni, portavano a Viareggio il fior fiore del tennis internazionale. Ma al tirare colpi con la racchetta Jacopo Fazzini ha sempre preferito tirare calci ad un pallone: «Fin da piccolo giocavo in casa e poi andavo a vedere gli allenamenti di mio fratello e facevano giocare anche me».
Pallone che, nonostante l’ancora giovane carriera, gli sta regalando grandi soddisfazioni: la convocazione nella rappresentativa azzurra di categoria e la conquista del titolo di campione d’Italia under 16 con la maglia dell’Empoli, con la quale giocano anche i gemelli viareggini Tommaso Ricci e Filippo Ricci di cui parliamo a fianco. Empoli che ha superato la favorita Inter al termine di una gara vietata ai deboli di cuore che si è giocata a Ravenna.
Jacopo, classe 2003, inizia la sua avventura con il Cgc per poi passare al Capezzano, società dalla quale, due stagioni fa, lo preleva l’Empoli. Mezzala dotata di buona tecnica e visione di gioco, ereditata dall’avere giocato anche come centrale davanti alla difesa, sa disimpegnarsi bene anche in zona gol (quattro in stagione) anche se il suo pezzo forte è quello di saper mandare a bersaglio i compagni. Tifa Fiorentina, come tutti in casa Fazzini, ma il suo idolo è Luka Modric, il fuoriclasse del Real Madrid con il quale ha avuto modo di farsi fotografare in Sardegna.
Cosa si prova ad essere campioni d’Italia ad appena sedici anni?
«Una bella emozione senza dubbio, anche per come è maturata la stagione. Fino a poche partite dalla fine eravamo fuori dai playoff, poi grazie ad una serie di risultati utili siamo approdati alla fase finale dove abbiamo eliminato Roma e Benevento prima di giocarci il titolo con l’Inter».
Come avete festeggiato dopo la partita?
«Niente di particolare, siamo rimasti a festeggiare in hotel a Cesenatico. La cosa più difficile è stata prendere sonno perché l’adrenalina da smaltire era veramente tanta».
Hai una dedica personale per questo successo?
«A tutta la mia famiglia, mamma Daniela, papà Paolo i miei fratelli Tommaso e Carolina che mi seguono quasi sempre».
Qual è la tua posizione in campo?
«Nel centrocampo a rombo faccio la mezzala sinistra».
Quali sono i tuoi punti di forza e dove devi migliorare?
«Ho una buona tecnica che mi consente di segnare qualche gol anche se mi piace molto fornire assist ai compagni. Il difetto maggiore? Devo lavorare molto sulla fase difensiva».
Come ti sei trovato con il tecnico Antonino Buscè?
«Bene, è un bravissimo tecnico».
Rimarrai ad Empoli anche nella prossima stagione?
«Dovrei essere confermato e andare a giocare nella formazione under 17».
E con la scuola come sei messo?
«Tutto bene: sono stato promosso alla quarta classe del liceo scientifico sportivo». —
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