Gioco
C’è anche un viareggino nella stanza dei bottoni del neopromosso Pisa
Beppe Vannucchi, direttore amministrativo dei nerazzurri, era a Trieste per la finale playoff «Ho vissuto una gioia infinita: ho pianto per la felicità»
Con il Pisa approdato domenica in serie B dopo la vittoria nella finale playoff di Lega Pro con la Triestina, c'è anche un pezzo di Viareggio grazie a Beppe Vanucchi, che dal marzo 2017 ricopre nella società nerazzurra il ruolo di direttore amministrativo e finanze. Vannucchi al triplice fischio dopo i supplementari allo stadio "Nereo Rocco" di Trieste, dove c'erano 23mila spettatori, di cui 5mila arrivati da Pisa, ha festeggiato in campo con la squadra e con i tifosi nerazzurri, fra l'altro gemellati con quelli del Viareggio. «Sembrava di giocare in casa - dice - è stata davvero una bella emozione. La squadra era stata allestita per recitare un ruolo importante in questo campionato, questa promozione è stata la ciliegina sulla torta, perché ottenuta dopo una bella cavalcata terminata alla grande dopo 51 partite. Del resto la società del Pisa presieduta da Beppe Corrado - che fra l'altro ha una casa anche a Forte dei Marmi - era strutturata ad un livello superiore della Lega Pro con una organizzazione di primo piano».
Quanto è servita l'esperienza maturata in dieci anni di Esperia Viareggio per compiere questo importante salto professionale?
«E' stata determinante, anche se a Viareggio non mi occupavo solo di amministrazione, ma essendo una società a “livello familiare”, ho seguito anche il mercato, però sono serviti tanto questi anni. Ecco perché il Viareggio è sempre dentro di me e dispiace assistere alla situazione di ora. Spero davvero che i colori bianconeri possano tornare a sorridere, come merita la città».
Tornando a questa promozione, che emozione è stata vedere tanta gente che inseguiva questo sogno?
«E' stato stupendo. Ora so cosa significa quando Alessandro Mannini era insieme a me a Viareggio e si interessava sempre del Pisa. Ogni volta che finiva la nostra partita si informava del risultato del Pisa, non solo perché ci giocava il figlio Daniele. Il Pisa ti appartiene, ti entra dentro. Ed ora che ne faccio parte mi sono reso conto cosa significa per i pisani tutto questo».
Domenica cosa ha provato?
«Una gioia infinita. Sapevo fin dalla vigilia che avrei pianto: o di dispiacere in caso di sconfitta, o di gioia in caso di vittoria. Sono rientrato alle quattro a casa da Trieste, ma ieri mattina ero nel mio ufficio regolarmente, perché per festeggiare c'è tempo. Adesso dobbiamo organizzarci anche sul piano amministrativo e burocratico per preparare la documentazione per la serie B. Sarà un palcoscenico diverso da quello da dove arriviamo. Sono orgoglioso, da viareggino, di avere raggiunto anch'io una categoria importante». —
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