Sicurezza
«Io, Davide e i nostri riti scaramatici»
Parla Francesca Venier, fidanzata di Gavioli «Qui lascio il mio cuore, ma a Carnevale torneremo...»
Viareggio. Studentessa di ventitré anni, Francesca Venier ha l'animo diviso tra Roma e Viareggio. Nella città eterna ha le sue radici, ma ormai ci torna praticamente solo per dare gli esami di scienze della formazione all'università («mi piacerebbe diventare una psicologa infantile», rivela). A Viareggio invece ha il suo cuore, rapito dal Carnevale e dal giovane talento del Cgc Viareggio (e della Nazionale) Davide Gavioli.
Francesca, tu sei originaria di Roma e lui di Mirandola: come vi siete conosciuti?
«È accaduto dopo la maturità in Grecia, sull'isola di Corfù. Entrambi, separatamente con i nostri gruppi di amici, avevamo deciso di andare lì in vacanza lì e ci siamo conosciuti. I primi tempi ci siamo frequentati a distanza: lui era al suo primo anno a Viareggio ma io vivevo ancora a Roma. Poi è stato anche più problematico: ho vissuto per 6 mesi in Spagna e quello è stato il periodo più difficile per vederci. Approfittavamo delle partite di hockey, quando con il Centro faceva qualche trasferta europea dalle mie parti. Quando sono tornata perciò abbiamo preso la decisione di vivere insieme e ormai a Viareggio mi sento perfettamente a casa».
Da viareggina "adottata", cosa ti ha colpita maggiormente di questo derby-scudetto?
«Non ero di certo abitata a vedere palazzetti così pieni: è veramente un'emozione particolare, così tanta gente tutta insieme che canta e tifa senza sosta contro un rivale che è praticamente un vicino di casa, a pochi chilometri. All'inizio non riuscivo a capire questo campanilismo così acceso. Poi però mi è bastato essere sugli spalti insieme ai tifosi già in gara 1: l'agonismo e questa specie di "odio" sportivo si avverte proprio sulla pelle, è da brividi. Pure io che non c'entravo niente mi sono ritrovata a urlare cori contro il Forte a squarciagola».
Come hai vissuto questi giorni prima della "bella" di stasera?
«Sono davvero molto tesa, non me l'aspettavo ma la vivo in maniera molto viscerale soprattutto anche non potrò essere presente. Ho visto dagli spalti le prime due partite in cui il Cgc Viareggio è uscito sconfitto, poi dopo gara 2 sono dovuta tornare a Roma per dare alcuni esami all'università. Da allora però hanno cominciato a vincere e ormai, quando ho parlato della possibilità di tornare prima di stasera, da Viareggio mi hanno consigliato in diversi di rimanere a Roma almeno fino al fischio finale di stasera. Così avrei evitato di compromettere gara 5. Un sacrificio che sono disposta a fare: la vedrò con i miei genitori e i miei amici qui da Roma, ovviamente tifando Centro a distanza».
Anche Davide, nel privato, è così superstizioso?
«È scaramantico da far paura. Ora specialmente, dato che all'ansia delle prime partite si è sostituita la voglia di vincere lo scudetto. Il giorno della partita ad esempio lui ha la sua routine inattaccabile: deve addirittura mangiare le stesse cose, guai a cambiarle. E negli stessi posti: mi ricordo, in occasione di gara 1, lo chiamai chiedendogli di raggiungermi per prendere un gelato in Darsena, vicino al palazzetto. Mi ha risposto di no perché lì il giorno della partita non l'aveva mai preso: meglio il Laboratorio del Gelato. Mi sono fatta mezza Viareggio a piedi per raggiungerlo».
Per lui il prossimo anno si parla già di Lodi: ti dispiacerà lasciare Viareggio?
«Io di questa città mi sono innamorata. Specialmente del Carnevale, sarà un appuntamento cui non mancherò più. All'inizio mi sembrava incredibile andare al supermercato e vedere gente mascherata, li guardavo tutti con gli occhi spalancati. Poi però entri nel corso e la magia ti prende, come mettere piede in una favola Disney: è stato amore a prima vista, ci torneremo senz'altro ogni anno».
Gabriele Buffoni
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