Gioco
I mister sul derby-scudetto «Il Forte parte favorito, ma si arriverà fino a gara5»
Le previsioni dei tecnici della squadre di A1 vedono i rossoblù avvantaggiati rispetto al Cgc Jepi Selva, Reinaldo Ventura, Ambrosio, Platero e Casas i possibili uomini-finale
Con il derby-scudetto ormai alle porte non rimane che un solo quesito: chi tra Forte dei Marmi e Cgc Viareggio riuscirà a conquistare il tricolore? È la classica domanda da un milione di euro, quell'azzardo per il quale in pochi (pochissimi) avrebbero il coraggio di esporsi. Per fare le carte a questa finalissima potenzialmente ricca di sorprese Il Tirreno ha dunque interpellato i massimi esperti in materia: gli allenatori delle altre 12 squadre della serie A1. E tutti - fatta eccezione per il tecnico del Lodi Nuno Resende che ha preferito non rilasciare commenti («Quando sono protagonista di una finale ho il diritto di esprimermi - ha spiegato - non essendoci qualificati credo sia rispettoso nei confronti dei miei tifosi non espormi») - hanno deciso di mettersi in gioco.
PRONOSTICO AZZARDATO
A risultare vincitore al termine di questo sondaggio è stato il Forte dei Marmi: ben 8 tecnici hanno infatti optato per i rossoblù come i più indicati a riconquistare quel titolo di campioni d'Italia che hanno inseguito nelle ultime due stagioni. Un dato che pare eclatante rispetto ai tre (Sergio Silva, Alessandro Bertolucci e Francesco Marchesini) che hanno invece strizzato l'occhio ai bianconeri ma che in realtà è profondamente bugiardo: se davvero c'è un tratto che accomuna tutti gli addetti ai lavori è infatti la sensazione che questo derby sia molto più equilibrato rispetto non solo ai due giocati quest'anno in regular season (e a quello, chiuso ai supplementari, in Coppa Italia) ma anche rispetto alle sfide del passato. «È veramente un 50 e 50 questa volta - commenta il mister del Sarzana (ed ex bianconero) Alessandro Bertolucci - azzardare un pronostico è come indicare alla cieca. Guardando all'intera stagione verrebbe da indicare il Forte come favorito, ma il Centro è esploso in questi playoff e nonostante una partita in meno da giocare in casa può vantare un pubblico che quando risponde presente sa dare una carica ineguagliabile. Forse proprio per il fattore campo, che in questi casi secondo me è decisivo, mi viene da dire Cgc Viareggio come papabile al titolo. Ma riconosco che è un salto nel buio».
«Giocare in casa è un aiuto fondamentale - commenta Roberto Crudeli, tecnico dello Scandiano ed ex mister fortemarmino - chiedete al Valdagno: in gara 5 il Forte, pur con le spalle al muro, ha trovato la forza di reagire e crederci fino in fondo proprio perché davanti al proprio pubblico. È il bello dei playoff: oltre alla tecnica e al fisico serve anche una forza psicologica superlativa per arrivare a vincere».
Altro elemento che ha fatto la differenza nell'azzardo del pronostico è stato «la panchina più lunga che ha a disposizione Bresciani - spiega Gaetano Marozin, ex mister del Thiene in procinto di approdare a Bassano, parere poi ripreso da tutti gli interpellati "pro Forte" - è il famoso sesto uomo da Nba, quello che con il cambio non abbassa drasticamente il livello del quintetto schierato. Il Forte dei Marmi sotto questo aspetto può vantare giocatori più adatti a reggere il peso di una finale di questo calibro».
JEPI "MATADOR"
L'equilibrio che tutti evidenziano nello scontro tra le due rivali versiliesi risalta ancor di più nella scelta di quel giocatore in grado di fare la differenza in questo derby-scudetto: tanti i nomi citati dei possibili protagonisti, segno che molti potrebbero regalare spettacolo e spostare gli equilibri di uno scontro così carico di tensioni. A ricevere più consensi - nonostante i favori del pronostico pendano verso i rossoblù - è stato quindi Jepi Selva, il forte spagnolo tornato quest'anno tra le fila del Centro. «È un professore in pista - dichiara Marozin - un giocatore che può davvero fare la differenza in momenti essenziali».
«Sono in tanti a poter risultare decisivi - ammette Sergio Silva, ex giocatore viareggino e mister del Vercelli (in procinto di iniziare la prossima stagione come tecnico del Trissino) - ma se Reinaldo Ventura ha dalla sua l'esperienza, Jepi quest'anno ha dimostrato di poter davvero essere protagonista di prestazioni eccellenti. L'uomo chiave di questo derby potrebbe essere proprio lui».
Menzioni d'onore anche per "O Rey" Ventura e Davide Gavioli, mentre sul fronte fortemarmino Ambrosio, Platero e il giovane spagnolo Marti Casas (già decisivo contro il Valdagno) restano il tridente più temibile.
Da non dimenticare poi l'apporto dei portieri con l'estremo difensore rossoblù Riccardo Gnata sugli scudi. «Una parata come quella contro di noi in gara 5 di semifinale, negli ultimi secondi - ricorda Franco Vanzo, tecnico del Valdagno (in procinto di lasciare la panchina veneta) - vale come una tripletta per un attaccante».
UN LUNGO DERBY
Su un dato sono tutti d'accordo: sarà una finalissima lunga, da godere dall'inizio alla fine. Nessuno è disposto ad azzardare che si chiuda in sole tre gare, in pochi (soltanto quattro) ipotizzano la sua conclusione in gara 4. «Il Cgc Viareggio potrebbe anche vincere gara 1 - dichiara Diego Mir (Breganze) - ma il Forte secondo me ne ha di più e non arriverebbe a sbagliare un match-point in gara 4, anche se nuovamente al PalaBarsacchi».
«Se la vuole vincere il Forte deve chiuderla prima di gara 5 - commenta invece Tommaso Colamaria del Monza - il Centro ha giocatori più esperti, arrivare a gara 5 con tutta la tensione di un derby scudetto rischia di essere controproducente per i rossoblù, anche giocando in casa».
«Mi aspetto un derby lungo, equilibrato e molto sofferto - commenta Enrico Mariotti, ex di Centro e Forte e tecnico del Follonica - sono due squadre che si equivalgono, pur diverse nei singoli aspetti: possono tranquillamente regalare un'altra finalissima fino a gara 5 come nel 2015». —
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