Gioco
Viareggio, la società resta malgrado l’onta retrocessione
Il dg Tommaso Volpi: «Pronti a valutare offerte ma soltanto fino al 30 giugno» E con lo stadio dei Pini ancora chiuso la squadra emigrerà ancora a Camaiore
Nessuna smobilitazione dopo la retrocessione in Eccellenza. La proprietà del Viareggio 2014 dopo una riunione fatta nella giornata di ieri ha ribadito quello detto a caldo domenica al termine della sconfitta con la Sinalunghese, ovvero di voler rimanere a Viareggio e di presentare domanda di ripescaggio in serie D. Anche se fino a fine giugno non si esclude neppure la possibilità di vendere la società. A ribadirlo è il diggì, Tommaso Volpi, portavoce della proprietà.
Le intenzioni della società sono dunque quelle di rimanere, ma se ci fosse qualcuno interessato ad una trattativa lo prenderete in considerazione?
«Le nostre porte sono sempre state aperte da quando abbiamo rilevato la società, tanto che avevamo proposto sia a Giorgio Mendella che a Stefano Dinelli, la carica di vice presidente onorario, senza volere un euro, ma non hanno accettato. Non c'è stato però nessuno che si sia fatto avanti per darci una mano, come nessuno prima del nostro arrivo si era fatto avanti con Cristiano Baroni. Fino al 30 giugno accettiamo eventuali proposte. Non vogliamo specularci, ma riprendere quantomeno quello che abbiamo speso. Vedremo quanti si faranno avanti, visto che sento dire che ci sono cordate e persone interessate a rilevare il Viareggio. Dal primo luglio, se non si sarà fatto avanti nessuno, andremo avanti con il nostro programma, ed in quel caso poi non accetteremo più critiche, perché chi voleva fare fatti e non discorsi, aveva avuto l'opportunità di un confronto con noi».
Visto come sono andate le cose, in cosa fate autocritica per gli errori commessi?
«Abbiamo pensato che i punti che aveva conquistato la squadra prima del nostro arrivo, potessero essere sufficienti per la salvezza. Ed invece non è avvenuto e siamo i primi ad essere dispiaciuti. Comprendo la delusione degli sportivi e degli Ultras, che hanno atteso la squadra al rientro domenica al campo della Vigor, criticandola in modo duro e minacciando anche me. Sono a disposizione per un incontro con loro, non è il caso di alimentare polemiche. Noi abbiamo mantenuto gli impegni presi dal punto di vista finanziario, abbiamo pagato quasi tutte le vertenze, buona parte dei debiti che abbiamo ereditato e siamo pronti per ripartire, nonostante non sia ancora disponibile lo stadio dei Pini. Abbiamo tirato fuori circa 150mila euro. Un mese fa Giorgio Dini del Camaiore mi ha dato la disponibilità per utilizzare il loro campo, ma ne abbiamo anche un altro in alternativa per evitare trasferte lunghe tipo quelle di Castelfiorentino. Ogni partita ci è costata 1200 euro. Tra le altre ipotesi che abbiamo c'è anche quella di allenarci a Roma durante la settimana e di venire a giocare qui la domenica, ma questo è solo un caso estremo».
E' d'accordo che la salvezza sul campo era alla vostra portata?
«Il rammarico è che siamo arrivati a questo finale di campionato con alcuni problemi per alcuni elementi. Ci saremmo aspettati poi da giocatori come Gaye e Udoh per esempio un comportamento diverso. Abbiamo affrontato lo spareggio domenica con una squadra quasi juniores vista l'età dei giocatori. Ribadisco che siamo i primi ad essere dispiaciuti per la retrocessione, ed è per questo che vogliamo rimanere proprio per poter programmare da soli la nuova stagione, scegliendo noi i giocatori. Sono di proprietà Folegnani, Belluomini, Mattei, Minichino e Lazzarini che rientrano dai prestiti». —
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