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Versilia

dopo il 90°: qui real forte 

La consolazione di Canalini «Padroni del nostro destino»

Gabriele Buffoni
La consolazione di Canalini «Padroni del nostro destino»

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La sconfitta contro il Ponsacco lascia dietro di sé, negli spogliatoi del Real Forte-Querceta, volti delusi e la consapevolezza di dover affrontare la trasferta a Cannara di domenica prossima con lo spettro dei temuti ed insidiosi playout che potrebbero diventare realtà. L'unico aspetto positivo, verrebbe da dire, è che la squadra di Marco Brachi ha il destino nelle proprie mani: con una vittoria infatti avrebbe la matematica certezza della permanenza diretta in serie D mentre con qualunque altro risultato i nerazzurri dipenderebbero dagli esiti delle inseguitrici (Scandicci, Viareggio, San Gimignano e Sinalunghese). Un sogno, quello della salvezza, che ieri contro i mobilieri è stato a lungo inseguito e che sembrava addirittura possibile quando, nel secondo tempo, per ben due volte il Real Forte ha riaperto i giochi. «Questa sconfitta è veramente un brutto colpo: ogni volta che siamo andati a segno abbiamo avuto la sensazione di poter davvero rimontare lo svantaggio - racconta Giacomo Canalini, autore della prima delle due reti del Real - invece forse siamo stati un po' troppo disattenti quando dovevamo coprirci, commettendo errori ingenui e subendo gol che con un poco di precisione in più avremmo potuto evitare. Un problema mentale del gruppo? No, direi che non è questo il caso: per noi non è cambiato niente, il nostro mirino rimane puntato sulla salvezza diretta e restiamo convinti di avere le potenzialità per andare a Cannara, vincere e mantenere la categoria senza passare dai playout. Questi ultimi due incidenti di percorso non devono farci dubitare delle qualità che ha il nostro gruppo».

Domenica prossima dunque, in Umbria, il Real Forte dovrà dare il tutto per tutto. «Sarà una trasferta difficile e su un campo ostico - ammette Canalini - ma noi dobbiamo andare a fare la partita della vita: sono certo che il Cannara giocherà comunque la propria partita, anche se non ha più niente da chiedere al campionato. Dobbiamo prepararci al meglio e rimetterci in sesto: anche gli acciacchi fisici e le assenze fanno sentire il loro peso adesso, bisogna stringere i denti un'ultima volta». —

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di Redazione web