Gioco
Chelini, il baluardo di cui la difesa del Viareggio non può fare a meno
Domenica è rientrato dopo due mesi di stop e si è visto Insieme a Udoh promette di conquistare la salvezza diretta
VIAREGGIO. Anche se ha da poco compiuto 22 anni, Samuele Chelini può essere considerato uno dello zoccolo duro del Viareggio assieme a Matteo Cipriani, Samuele Chicchiarelli, Mattia Papi e Johnny Mattei con i quali due stagioni fa conquistò la salvezza nell’ormai storico pomeriggio del “Luperi” di Sarzana. Dopo una stagione con il Ghiviborgo il difensore lucchese cresciuto prima nella Fiorentina, dove ha giocato con Chiesa nei giovanissimi e poi nel Prato è tornato a vestire la magia del Viareggio alla quale ammette di essere molto affezionato e che promette di portare alla salvezza. Domenica ha fatto il ritorno in campo dopo due mesi dall’infortunio patito a Castelfiorentino contro il Ponsacco la sua presenza si è fatta sentire al centro della difesa. Un ruolo che sa ricoprire con efficacia anche se è da terzino (destro) che riesce a dare il meglio in particolar modo in fase offensiva facilitato da una buona corsa e da un piede educato.
Difensore esterno o centrale? Quale posizione preferisci?
«Il ruolo di terzino mi piace di più perché mi permette di operare anche in fase offensiva. Anche se mi trovo a mio agio in posizione centrale. Un ruolo che comunque avevo già ricoperto sia nelle giovanili della Fiorentina che del Prato. Diciamo che da esterno mi diverto un po’ di più».
Che effetto fa essere uno dei giocatori di riferimento dello spogliatoio alla tua età?
«Effettivamente fa un po’ strano. Personalmente, così come gli altri diciamo vecchi del gruppo, cerco di dare una mano ai tanti giovanissimi che sono in rosa. Devo dire che sono tutti ragazzi in gamba, che si impegnano e che meritano di giocare».
Quanto conta il ritorno di Udoh?
«King è fondamentale per questa squadra perché oltre a fare gol gioca anche per i compagni tenendo il pallone e facendo salire la squadra facilitando così chi gli è vicino in attacco».
Domenica come ti sei trovato dopo due mesi lontano dai campi di gioco?
«I primi cinque minuti sono stato un po’ in difficoltà perché stare due mesi fuori ti toglie il ritmo partita. Ho cercato di rimanere calmo e con il passare dei minuti mi sono ripreso».
Credi che il Viareggio può arrivare alla salvezza diretta?
«Non è un’impresa impossibile. Io credo che con la squadra al completo ce la possiamo giocare con tutte. Ci sono ancora parecchi scontri diretti da giocare e quindi molto dipenderà da noi».
Due anni fa hai vissuto sempre in bianconero un’esperienza analoga all’attuale. Qualche differenza?
«Non saprei dire. Di certo vogliamo la salvezza perché non si può retrocedere proprio nell’anno in cui si festeggia il centenario e poi perché sia io che gli altri del gruppo di due anni fa a questa maglia ci teniamo». —
Massimo Guidi
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