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Fabio Biagini, il leader che sa essere umile «Stagione negativa e mi prendo le colpe»

Massimo Guidi
Fabio Biagini, il leader che sa essere umile «Stagione negativa e mi prendo le colpe»

È il faro del Real Forte Querceta da quattro stagioni «Pronosticavo un Seravezza così, ma tifo per la Pianese»

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Da quattro stagioni Fabio Biagini è il faro del Real Forte Querceta. Il giocatore al quale si aggrappa la squadra nei momenti difficili che in questa stagione non sono certo mancati. È lui a suonare la carica con l’esempio di chi è abituato a lottare fino al novantesimo e oltre. A 34 anni e con oltre 300 presenze in categoria è uno dei centrocampisti più apprezzati del girone e non solo. La vittoria contro il Viareggio oltre ai tre punti ha sicuramente ridato morale al gruppo. «Un successo che ci voleva dopo un altro periodo avaro di risultati».

Credi che la tua squadra possa conquistare la salvezza diretta?

«Le potenzialità ci sono, ma non sarà facile anche perché abbiamo un calendario complicato, che non facilita certo la nostra marcia di avvicinamento alla salvezza».

I prossimi due impegni si chiamano Ghiviborgo e poi Seravezza. Con quale spirito affronterete questi impegni?

«Sono gare difficili, perché sono due squadre di alto livello. In estate quando dicevo che il Seravezza se la poteva giocare per la vittoria finale nessuno mi credeva. Comunque quando si arriva ad una manciata di giornate dal termine del campionato poco importa se incontri squadre di testa o di coda, perché tutte hanno il comune denominatore nella ricerca di punti».

Hai mai vissuto situazioni analoghe a quella che stai vivendo in stagione?

«Sì, a Camaiore. E proprio per questo so quanto è difficile. Anche perché nel Real Forte ci sono tanti compagni che non hanno mai vissuto situazioni analoghe».

Non vi aspettavate di vivere una stagione così tribolata.

«Tutti ci aspettavamo di più, la società aveva operato investimenti importanti».

Cosa non ha funzionato?

«Io sono del parere che le responsabilità vanno divise tra tutti. E noi anziani del gruppo non ci siamo certo tirati indietro nel prenderci le nostre».

Qual è la tu ricetta per affrontare al meglio il finale di stagione?

«Bisogna essere soprattutto forti a livello mentale. E anche avere tanto orgoglio che va portato sul rettangolo di gioco».

Neanche a dirlo la vittoria di domenica è stata dedicata al presidente Mussi.

«Certo. Abbiamo cercato di stargli vicino. E mi auguro che questa vittoria possa avergli regalato un sorriso in un momento così triste».

Quanto sei soddisfatto del tuo rendimento?

«Cerco sempre di lavorare per fare bene. Però quando ci sono difficoltà credo che nessuno può essere contento del proprio rendimento».

Per concludere un pronostico: chi vincerà il campionato?

«Personalmente spero che lo vinca la Pianese, una delle mie ex squadre (con la quale vinse l’Eccellenza nel 2009, ndr). Se lo meriterebbero soprattutto i dirigenti di una società che sa lavorare molto bene». —

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